Storia_ Il 27 febbraio 1989 il CARACAZO in Venezuela

La vittoria e la conferma di Hugo Chávez viene da lontano, molto lontano.

27 FEBBRAIO 1989 CARACAS (VENEZUELA).

di Davide Matrone

CARACAZO 27 - 28 febbraio 1989 a Caracas in Venezuela

CARACAZO 27 – 28 febbraio 1989 a Caracas in Venezuela

Il 27 febbraio del 1989 ha inizio, nella città di Guaranas (40 km da Caracas) una delle più grandi ribellioni popolari mai registratesi in Venezuela. La protesta ben presto si allargò fino alle strade della capitale del paese, dove migliaia di persone scesero in piazza per protestare contro le misure liberiste del presidente venezuelano Carlos Andrés Pérez che aveva annunciato alcune politiche economiche antipopolari quali:

– liberalizzazione di tutti i prodotti in commercio (con alcune eccezioni)

– aumento delle tariffe dell’acqua, dell’energia elettrica, del gas domestico e del telefono

– aumento delle tariffe dei trasporti del 30%

– sottomissione ad un programma economico, sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) con il fine di ottenere un  prestito di 4500 milioni di dollari in 3 anni.

In due giorni si registrarono dure contrapposizioni tra l’esercito e la popolazione civile. Il 28 febbraio, si terranno gli scontri più duri che porteranno alla morte di centinaia di persone. Il bilancio finale di questo massacro fu enorme. Le cifre, ancora oggi, non coincidono e vanno dai 300 morti (secondo le fonti ufficiali) ai 3500 morti (secondo le denunce avanzate da organizzazioni non governative).

La repressione durante il CARACAZO

La repressione durante il CARACAZO

Anche il Venezuela, ebbe la sua porzione di  desaparecidos (scomparsi) come in Argentina o in Cile degli anni precedenti. Secondo le relazioni di alcune O.N.G. in difesa dei diritti umani, tra le quali la COFAVIC, si calcolarono approssimativamente circa 2000 desaparecidos e 68 morti ritrovati in alcune fosse comuni.

I protagonisti principali di questa pagina dolente della storia del Venezuela, poco conosciuta nel primo mondo civile e democratico, furono il Presidente Carlos Andrés Pérez del partito Acción Democrática (partito social – democratico che insieme al Copei di ispirazione social – cristiano si sono alternati al potere per 50 anni dal 1958 al 1993) e il popolo che paralizzò l’intera città. Tra i responsabili figura anche l’italo – venezuelano, Italo del Valle, all’epoca Ministro della Difesa Venezuelana, che fece mobilitare interi reparti della Polizia Metropolitana, delle Forze Armate e dell’esercito.

Questa sollevazione popolare prese il nome di CARACAZO dalla città Caracas, ricordando un altro episodio di violenza passato in Colombia il 9 aprile del 1948 con l’uccisione di Gaitán (candidato indipendente per il Partito Liberale per le presidenziali): il BOGOTAZO.

Il BOGOTAZO avvenuto nell'aprile del 1948 a Bogotà (Colombia), sarà l'inizio di una lunga guerra civile

Il BOGOTAZO avvenuto nell’aprile del 1948 a Bogotà (Colombia), sarà l’inizio di una lunga guerra civile

Eppure di queste sollevazioni e di questi massacri nel nostro occidente non vi è traccia, non si ricordano immagini come invece accadde nel caso delle proteste di Piazza tien an men nella Cina Comunista (forse è questo l’elemento che fa la differenza) proprio nel 1989 tra il mese d’aprile e il mese di giugno.

Le proteste in Piazza Tien an men in Cina 1989

Le proteste in Piazza Tien an men in Cina 1989

Il nostro occidente sceglie, attraverso i suoi mezzi di informazione, quali stragi e massacri bisogna dar da bere ai propri popoli e quali no. E’ evidente che i massacri avvenuti in America Latina, con il bene placito dei vari Presidenti corrotti e fantocci degli Usa, non hanno mai avuto spazio nei nostri telegiornali perché ritenuti scomodi e imbarazzanti.

Questo del 17 febbraio del 1989, quando al governo non c’era nessun dittatore o populista pericoloso come Hugo Chávez (che vince ininterrottamente e democraticamente dal febbraio del 1999 attraverso elezioni popolari) ma un Presidente civile e democratico (che fece massacrare centinaia o forse migliaia di civili inermi), è solo uno dei tanti massacri nascosti.

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