La costituzione italiana non va cambiata, bensì applicata.

Una riflessione sulla calata del fascista, xnefobo e quindi anti – costizionale Salvini a Napoli.
Lo scorso 4 dicembre la maggioranza del popolo italiano ha votato NO alla proposta della riforma constituzionale promossa dal governo Renzi. Chi ha fatto campagna per il NO (come il sottoscritto) ha affermato – e continua ad affermare -, che la Costituzione (non perfetta) non va cambiata, bensì applicata.
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Chi ha letto e studiato la Costituzione italiana, (come il sottoscritto) sa benissimo che nella parte finale ci sono le disposizioni transitorie finali.
L’art. XII, delle suddette disposizioni transitorie finali, recita quanto segue:
«È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.”
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La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma,la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
Quindi chi ha votato contro la proposta della riforma costituzionale del passato 4 dicembre ribadisce (tra le altre cose) quanto segue:
La costituzione Italiana non va cambiata, bensì applicata.
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La industria cultural ecuatoriana es un patrimonio nacional e internacional ¡¡Defendamosla y valoremosla!!

Entre las cosas que salvo y defiendo de los diez años del gobierno Correa es, sin duda, las politicas estatales de recuperación y valorización de una identidad nacional en la industria cultural. Me refiero:

a) al aumento de producción de peliculas ecuatorianas que ha generado empleo local y aumento de ganancias para los cineastas ecuatorianos, actores nacionales y cines nacionales. En los últimos años las peliculas ecuatorianas han salido del país recibiendo reconocimiento y premios internacional como nunca había pasado en los años antecedentes;

b) a la mayor presencia de música ecuatoriana en las radios nacionales, y por tanto a la valoración de la música local;

c) a la regularización de la pirateria musical;

d) a los auspicio del Estado en la producción editorial nacional. El surgimiento de la Feria Internacional del libro en Quito a partir del año 2007.

No todo resultó perfecto porque es evidente que es un proceso nuevo y en fase de gestación. Se registraron errores de gestión por falta de capacitación y de experiencia del personal, no siempre los subsidios estatales han incrementado la demanda del público en las salas cinemátográficas y en las actividades culturales. Puede ser que el mismo público ecuatoriano, quizás, no esté preparado a recibir y valorar totalmente “lo suyo”, “lo nuestro” por aspectos culturales.

Debemos reconocer los avances y los errores de este mundo en fase de crecimiento y de organización, pero ha sido muy importante empezar.

Ahora, ¿qué pasará si ganará el candidato de la derecha Lasso?

indice

Se reducirán los subsidios estatales en la producción de la industria cultural nacional? Se privilegierá, antes la industria cultural extranjera (estadounidense  y europea en particular) que la nacional?

¿Qué opinan los artistas ecuatorianos?

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La industria cultural ecuatoriana es un patrimonio nacional e internacional ¡¡Defendamosla y valoremosla!!

Entre las cosas que salvo y defiendo de los diez años del gobierno Correa es, sin duda, las politicas estatales de recuperación y valorización de una identidad nacional en la industria cultural. Me refiero:

a) al aumento de producción de peliculas ecuatorianas que ha generado empleo local y aumento de ganancias para los cineastas ecuatorianos, actores nacionales y cines nacionales. En los últimos años las peliculas ecuatorianas han salido del país recibiendo reconocimiento y premios internacional como nunca había pasado en los años antecedentes;

b) a la mayor presencia de música ecuatoriana en las radios nacionales, y por tanto a la valoración de la música local;

c) a la regularización de la pirateria musical;

d) a los auspicio del Estado en la producción editorial nacional. El surgimiento de la Feria Internacional del libro en Quito a partir del año 2007.

No todo resultó perfecto porque es evidente que es un proceso nuevo y en fase de gestación. Se registraron errores de gestión por falta de capacitación y de experiencia del personal, no siempre los subsidios estatales han incrementado la demanda del público en las salas cinemátográficas y en las actividades culturales. Puede ser que el mismo público ecuatoriano, quizás, no esté preparado a recibir y valorar totalmente “lo suyo”, “lo nuestro” por aspectos culturales.

Debemos reconocer los avances y los errores de este mundo en fase de crecimiento y de organización, pero ha sido muy importante empezar.

Ahora, ¿qué pasará si ganará el candidato de la derecha Lasso?

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Se reducirán los subsidios estatales en la producción de la industria cultural nacional? Se privilegierá, antes la industria cultural extranjera (estadounidense  y europea en particular) que la nacional?

¿Qué opinan los artistas ecuatorianos?

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Partecipiamo!!!

Quito, 2 febbraio 2017

Ai due referendum dobbiamo votare SI!!

Dopo la vittoria referendaria del 4 dicembre 2016 molti italiani, attraverso la rete, hanno manifestato la loro voglia matta di andare a votare e spazzare via questa classe dirigente (politica ed economica) malata, corrota, anti – popolare e anti – sociale da decenni al potere. Intanto un risultato politico e’ stato ottenuto: la Costituzione non va cambiata, anzi applicata. Non e’ vero che non sia successo nulla come molti hanno scritto, pensato e detto. La vittoria popolare del 4 dicembre dice che se il popolo si unisce democraticamente il potere stabilito incassa la sconfitta e ricorre ai ripari e secondo le relazioni di forza nella societa’ si possono configuare cose diverse, opposte o forse puo’ sembrare che non cambi nulla. Moltissimi, con l’insediamento del Governo Gentiloni e con il cambio dei ministeri senza cambi sostanziali delle politiche in atto, continuano ad affermare che:”alla fine non e’ cambiato nulla. Son tutti sempre li’ e continuano a fare le stesse cose”.Però noi intanto dobbiamo dire che la riforma anti – costituzionale della Costituzione che avevavo proposto e’ stata bocciata e in politica queste cose hanno un peso. In questo caso la bocciatura al referendum ha dato un risultato politico non di poco conto: le dimissioni di Renzi.

Mi chiedo poi: “e se fosse passata la Riforma? Ci sarebbero stati dei cambiamenti? A favore di chi? Le risposte per me sono nette: Certo che sarebbero cambiate delle cose, eccome!! Altrimenti perché si’ e’ proposta la Riforma? Perché ci sono delle persone che “perdono” il tempo a modificare il 30% della Costituzione? In nome di chi? In nome di quali interessi? Perché Renzi ha girato il paese in lungo e in largo? Perché ci hanno bombardato di pubblicita’ tutto il tempo?

E allora dobbiamo comprendere che se fossero cambiate delle cose con la vittoria del SI, son cambiate delle cose con la vittoria del NO!!

Oltretutto questa vittoria ha ridato animo e vitalita’ alla sinistra (scoraggiata e sempre in fase calante) di riprendersi e riunirsi (forse questo discorso e’ piu’ evidente nelle segreteria di partito che nella base). C’è da dire che la stessa vittoria sembra aver dato un po’ di fiducia al popolo che, seppur disorientato e scoraggiato, ha dato uno schiaffo politico alla classe politica.16387113_399788387021093_812852910424481118_n

Ora non sappiamo quando si voterà per le elezioni generali, nel frattempo abbiamo altri due referendum importanti. Vincere anche questo referendum vuol dire dare un altro  schiaffo a coloro che di schiaffi li danno ogni giorno a noi (popolo, lavoratori e lavoratrici) sottoforma di sfruttamento sui luoghi di lavoro, violenza strutturale attraverso le istituzioni di classe, mancanza di opportunita’ di lavoro e prospettive per il futuro, eliminazione dei diritti sociali conquistati, regressione nel campo sociale e culturale, usurpazione e appropiazione illecita degli spazi pubblici, maltrattamento di genere (violenza maschilista), sfruttamento illegale delle risorse naturali e danni ambientali e tanto ancora. Se si e’ uniti ed organizzati si vince. Si recupera spazio, si recupera identita’, si recupera la speranza che un giorno le cose possano cambiare in meglio per i piu’ deboli della societa’

Andare a votare e’ solo uno degli strumenti di partecipazione sanciti nella nostra Costituzione (art. 48). Il voto e’ una conquista, un diritto conquistato con la lotta. I diritti si conquistano, nessuno te li regala. Esercitiamoli!!!!

Essere cittadini implica anche un atto di responsabilita’ quotidiano ed essere responsabili e partecipi di quanto accade nelle nostre societa’. Rivendicare i diritti e’ fondamentale ma esercitare i nostri doveri e’ ancor piu’ importante. Come cittadini abbiamo la responsabilita’ e il dovere di attivarci, criticare, contribuire, unirsi, conversare, scendere in piazza e proporre leggi. Facciamolo!!

Nella nostra costituzione abbiamo tre strumenti di partecipazione popolare: il primo e’ il voto (art. 48), il secondo e’ la petizione (art. 50) e il terzo il referendum popolare (art. 75) Usiamoli!! Diamo un senso politico e sociale alla nostra presenza nella societa’, siamo protagonisti anche noi della Storia. La “storia siamo noi” cantava De Gregori e con lui l’hanno fatto e continuano a farlo milioni di italiani. Non facciamoci trascinare dagli eventi. Non facciamo scrivere la storia solo e sempre alla classe dominante.

Ai due referendum vi invito a partecipare e votare SI!!

Informatevi!!!!

A presto!!!!

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Riflessione sulla riforma costizionale.

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Referendum costituzionale
Una RIFLESSIONE che giustifica il mio NO!!!
Il governo Renzi difende la proposta di votare SI alla riforma costituzionale perché vogliono semplificarci la vita snellendo e facilitando l’iter legislativo tra la Camera e il Senato. Mi domando:
Da quando la classe dirigente politica del paese, negli ultimi 20 anni, si ‘e preoccupata di facilitarci la vita? Semmai, e di questo ce ne siamo accorti tutti, la vita quotidiana ce l’hanno resa sempre piú difficile. I lavoratori e le lavoratrici sono quelli che vivono di piu’ queste difficolta’ quotidiane.
Vuoi vedere che la semplificazione, di cui parlano, e’ per facilitare la promulgazione di leggi a favore delle classi sociali piu’ agiate del paese o della stessa classe politica?
Anche perché riflettendo ancora, quando al Governo c’era Berlusconi e comapny le leggi ad personam, per tutelare gli interessi della borghesia italiana (palazzinari, evasori fiscali,  capitalisti senza scrupolo, mafiosi, massoni…) sono state promulgate da un giorno all’altro, dalla sera alla mattina. Come mai in quelle occasioni il ping pong lento si e’ reso celere?
Una delle qualita’ della Costituzione italiana ‘e sempre stata quella di aver garantito, sin dall’inizio, organismi di equilibrio che servissero a evitare la concentrazione di potere in poche mani. Questi organismi sono: il Presidente della Camera e i due rami del Parlamento (Camera e Senato). Quindi l’eliminazione del bicameralismo e il semipresidenzialismo sono due processi che vanno verso l’accentramento dei poteri in mano a pochi. Verso l’autoritarismo. Riflettiamoci!!

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En Pucahuaico se celebra el 28 aniversario de la resurreción de L. Proaño

Les invitamos NO FALTEN, pasen la voz

MONSEÑOR LEONIDAS PROAÑO

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“…más árboles, y más frutos y más fecundas semillas”

                                                                                            Celebramos el

28 ANIVERSARIO

DE SU RESURRECCIÓN

En el  CENTRO DE FORMACIÓN  DE PUCAHUAICO

    

Con Taita Proaño defendemos la vida

FESTIVAL DE CANTO, MUSICA Y DANZA

   SABADO 27 de AGOSTO 2016:

19H00 Serenata de música y canto  en la tumba del amigo. Participan coros y conjuntos de Chimborazo e Imbabura. Proyección del video sobre Mons. Proaño obra del Padre Gabriel Barriga. Quema del Castillo y luces.. baile general

   DOMINGO 28 de AGOSTO 2016:

9H30  Eucaristía conmemorativa del 28 aniversario;  a continuación: festival del maíz; trueque y  programa cultural. Jóvenes kichwas presentarán en teatro la obra “RUPITO” de Mons. Leonidas Proaño

Les invitamos. No falten. Pasen la Voz.

Compartamos en familia:

INFORMES: fundacionpuebloindiodelecuador@gmail.com

Teléfonos 023200968; 062933539; 0999668391

FUNDACIÓN PUEBLO INDIO DEL ECUADOR

CENTRO DE FORMACIÓN DE MISIONERAS INDÍGENAS DEL ECUADOR

Constituidos por Mons. Leonidas Proaño



Te invito a visitar http://jubileomlp.blogspot.com/

______________________________

Nidia Arrobo Rodas
C/ Ruiz de Castilla N26-92 y Sosaya
Teléfono 00593-2-32009680999197262
Quito Ecuador

 

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Presentazione del libro “Le avventure della Banana per le strade dell’America Latina”

“Banana Latina”, un viaje por America Latina, desde Mexico hasta Argentina.
Presentacion de los libros y conversacion con sus autores Nicoletta Marinelli y Massimo Mariotti
En El Ristretto Bar Café Restaurante, Av. Amazonas N32-135 y La Granja, 2251212, Quito

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