Incontro di solidarieta’ Ecuador – Venezuela.

Quito, 9 agosto 2017

La pace in America Latina

Colombia Venezuela

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Riporto le dichiarazioni di Pedro Sassone: Ministro e Consigliere dell’Ambasciata di Venezuela e Rappresentante Venezuelano nella Segreteria dell’Unasur.

L’opposizione venezuelana sta provando in tutti i modi di destabilizzare il nostro paese e sta cercando di mettere fine alla rivoluzione bolivariana. Il governo Maduro non cede e resiste. Il processo di destabilizzazione si ‘e concentrato, a mio avviso, in quatto fasi strategiche. La prima fase, denominata guerra economica, colpisce i settori principali del sistema produttivo e distributivo del paese. Una fase ancora attiva che vuole mettere in ginocchio la nostra economia con l’applicazione sistematica del boicottaggio, dello sciopero e di qualsiasi strumento che limiti il processo di produzione e di distribuzione delle merci nel paese. L’opposizione sta ripetendo quello che si é realizzato nel’ottobre del ’72 in Cile (Paro de octubre 1972 en Chile)con lo scopo di aumentare il malcontento popolare e di aumentare la sfiducia verso le nostre istituzioni. Un meccanismo sperimentato e applicato dagli Stati Uniti in molti paesi del mondo. La seconda fase, denominata guerra mediatica, vede la partecipazione dei mezzi di comunicazione nazionali (El Nacional, El Universal in particolare) e internazionali. Una guerra quotidiana, presente e scientificamente orchestrata dai principali gruppi mediatici a livello nazionale, regionale e internazionale. La terza fase, denominata caoticizzazione della vita politica, ha come obiettivo delegittimare tutti i protagonisti della rivoluzione bolivariana creando sfiducia e malcontento all’interno delle nostre fila, armando finti scandali e casi di corruzione. La quarta e’ quella dello sviluppo organizzato della violenza. Quest’ultima fase si ripropone periodicamente, e con maggior forza dal 2014 (la rivolta dei guarimbas ndr). Questa strategia ha gia’ causato centinaia di morti tra i civili e solo in quest’ultimi mesi abbiamo registrato 125 morti, di cui 20 persone bruciate vive. La gran maggioranza delle persone uccise dai gruppi eversivi di destra, erano militanti chavisti.  Da qualche tempo denunciamo la presenza del paramilitarismo nelle fila dei gruppi che creano violenza nelle nostre strade. Son strutture organizzate militarmente con l’appoggio del paramilitarismo colombiano e di elementi della destra internazionale che appoggiano economicamente e logisticamente queste frange estremiste che attuano creando terrore nella popolazione civile.

Nel mese di luglio 2017 abbiamo denunciato quanto segue: dai giorni 15 e 16 di luglio l’opposizione si e’ mossa d’accordo ai punti 2 e 3 delle fasi strategiche prima descritte per attirare l’attenzione dei mass – media internazionali. Hanno montato un processo costitutivo illegittimo di uno stato parallelo. Dal 15 luglio si è registrata la presenza, sul nostro territorio, di 500 mezzi di comunicazione provenienti da tutto il mondo e la presenza di tre ex presidenti latinoamericani che hanno avallato il processo farsa in corso. Il MDU, dopo alcuni giorni, ha dichirarato pubblicamente, attraverso mezzo stampa, di aver raccolto 7 milioni di firme di cittadini venezuelani contrari al regime. Di queste firme non abbiamo avuto traccia e testimonianza. Il giorno 18 luglio, si ‘e poi montato lo show del giuramento davanti al Tribunale di Giustizia dell’ipotetico Stato parallelo. La farsa della costituzione dello Stato parallelo, e senza alcuna leggittimita’, si ‘e sgretolata il giorno 30 luglio quando oltre 8 milioni di venezuelani hanno ratificato – con il proprio voto – l’appoggio all’Assemblea Constituente. Durante la giornata del 30 luglio abbiamo denunciato, ai mezzi di comunicazioni presenti e agli osservatori internazionali, che si sono verificati casi di boicottaggio, ostruzione, 25 sedi elettorali bruciate, la presenza di paramilitari stranieri per le strade e tentativi di caos da parte di gruppi di destra che non accettano in nessun modo le regole del gioco democratico.

Dal 30 luglio e’ ritornata la pace nelle strade del paese e si ‘e conclusa la farsa della costituzione dello stato parallello illegittimo. All’opposizione non resta che proseguire la strada della guerra mediatica permanente ed ora sta attuando una nuova fase, la quinta: costituzione di una rete, a livello regionale, coi governi conservatori e di destra (Peru, Brasile, Argentina, Colombia, Messico, Panama, Honduras e Paraguay tra gli altri). Non e’ casuale che, una settimana dopo la vittoria schiacciante del governo Maduro, si sono riuniti in Peru i ministri degli esteri di 16 paesi americani (centro america, caraibi e sud’america) per approvare un documento unanime di condanna verso il governo Maduro e addirittura sanzionarlo economicamente. Quanto sta accadendo in questo momento avra’ altre conseguenze e i risultati li vedremo nei prossimi mesi.

La sconfitta elettorale del 30 luglio ha provocato, per il momento, una nuova divisione nell’opposizione. Una parte di essa ha fatto intendere che accettera’ di partecipare alle elezioni amministrative del prossimo dicembre quando si dovranno eleggere i governatori delle province. C’è un’altra parte, quella piu’ reazionaria, che col chavismo non vuole accettare nessuna forma di dialogo e non lo legittima assolutamente.

Terminando voglio far presente che riportiamo l’appoggio unanime nella VI riunione del Consiglio Politico dei paesi membri dell’ALBA – TCP.

Segue il documento:

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