Per saperne di piu’: Elezioni in Ecuador.

Si e’ concluso il riconteggio di oltre 1 milione e 250 mila schede elettorali al Palazzetto dello sport “Rumiñawi” di Quito. Con questo atto si mette fine al processo elettorale per l’elezione del Presidente della Repubblica dell’Ecuador per il periodo 2017 – 2022. I risultati ufficiali e definitivi sono:

Lenin Moreno (Presidente della Repubblica dell’Ecuador 2017 – 2022)  51,16% (+0,1% rispetto ai voti del 2 aprile), Guillermo Lasso il 48,84% (-0,1%).[1]

Perché ricontare nuovamente i voti?

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Dobbiamo fare qualche passo indietro e fornire alcuni dati.

Il 2 aprile scorso alle ore 17.00, al termine delle elezioni, vengono annunciati – in particolare nei canali privati – clamorosamente risultati di exit – poll senza attendere con pazienza il conteggio delle schede elettorali nel CNE. Sui canali ECUAVISA e CANAL UNO vengono proiettati gli exit – poll di CEDATOS, (Istituto di sondaggi vicino all’opposizione) che danno 6 punti di vantaggio al candidato della destra (Lasso 53.2% e Moreno 47.8%), mentre si omettono gli exit – poll dell’altro Istituto di sondaggi PERFILES DE OPINIÓN (Istituto vicino al governo) che danno quasi 5 punti e mezzo di vantaggio al candidato dell’ufficialismo (Moreno 52,8% e Lasso 47,2%). Dall’altra parte, sul canale statale ECUADOR TV e in attesa dei dati ufficiali del CNE, vengono proiettati i risultati di altri Istituti di sondaggi che danno dati differenti ma con la vittoria di Lenin Moreno (seppur con margini ridotti). Sembra chiaro che bisogna creare, sin dall’inizio confusione, caos e incerteza. Chi si ocupa di creare questa cortina di fumo sono alcuni mezzi di comunicazione privati e alcuni politici dell’opposizione. Si vuole creare il dubbio che le elezioni siano truccate e si vuole delegittimare il CNE. Addirittura, su ECUAVISA, il candidato Lasso alle ore 17.00 e’ in diretta televisiva e riceve perfino i complimenti del giornalista Pinargote che lo riceve con “Felicitaciones!”[2]. Gli auguri si danno sulla base dei risultati di un exit – poll.

Intanto, su ECUADOR TV (canale pubblico) si segue la diretta dello scrutinio con piu’ responsabilita’ e senza clamori e sensazionalismi; anche se non manca la fretta di proclamare vincitore il candidato del governo, Lenin Moreno. La polarizzazione della política è molto comune qui in America Latina.

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La festa per Lasso e company dura poco perché nel frattempo comincia lo scrutinio ufficiale e il CNE, dal suo portale, emette i dati ufficiali che giungono dalle sezioni elettorali del paese. Non appena cominciano a diffondersi, in modo ufficiale, i dati del CNE – che danno Moreno in leggero vantaggio (Lasso non e’ mai stato in vantaggio durante tutto il processo di scrutinio del CNE) – comincia la farsa e lo show dell’opposizione del FRAUDE ELECTORAL (Broglio elettorale).

Il candidato Lasso non riconosce (e non riconoscera’ fino al giorno di oggi 19 aprile) [3]i voti ufficiali del CNE. Il candidato alla VICE – PRESIDENZA Paéz invita la folla ad andare fuori alla sede del CNE di Quito e vigilare per la democrazia. Negli stessi momenti il signor Cesar Monge, Direttore Nazionale del partito CREO (del candidato Lasso), mostra documenti ufficiali di una sezione elettorale della regione del Tungurahua dichiarando che i voti pubblicati sulla pagina del CNE non corrispondono al vero. Dichiara, inoltre, di essere in possesso di altre schede di questo genere rinforzando la tesi del “FRAUDE”. Intanto dalla sala si alzano sempre più frequenti e forti le grida al suono di “FRAUDE, FRAUDE”, “VAMOS A LA CALLE”. (Tutto e’ stato trasmesso in vivo su ECUAVISA)

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Le ore passano e dalla sede del CNE si confermano i dati della vittoria del candidato del governo. Da questo momento in poi si inzia la forzatura nelle piazze. Il solito giochino utile a creare caos, panico, destabilizzare l’ordine in senso provocatorio e rigettare (con l’aiuto dei mezzi di comunicazioni privati) la colpa sull’avversario, il governo in questo caso. Cosi, si registrano una serie di tensioni e scontri con le forze dell’ordine in alcune citta’ del paese. In alcune parti della citta’ di Quito e Guayaquil (le due principali realta’ urbane del paese) cominciano a scendere in piazza persone che protestano e sostengono la tesi del fraude (senza prove). Si occupano i perimetri dei CNE di alcune città come: Quito, Riobamba, Guayaquil e Cuenca.

Nella capitale, dalla notte del 2 aprile fino al giorno 11, si registreranno disagi per la popolazione cittadina per l’occupazione delle strade adiacenti al CNE (la sede si ubica nel viale 6 dicembre che e’ una delle arterie pricipali della metropoli che collega il nord e il sud della citta’).

Sotto lo slogan “Patria o Tumba” [4](del candidato alla Vice – Presidenza Páez) e di “Fraude, fraude”[5] i sostenitori del partito CREO per 8 giorni porranno in ginocchio la circolazione di una buona parte della citta’. Nel frattempo, il sindaco di Quito, Mauricio Rodas, (alleato, con la lista SUMA, del candidato della destra Lasso) non interviene rispetto a quanto accade in citta’[6]. Si bruciano gomme, si bloccano altre arterie della città, si occupano spazi pubblici cercando di creare consenso. Il risultato fallisce. Il popolo ecuadoriano non appoggia massivamente i protestanti e al passar dei giorni accetta il risultato elettorale ufficiale

Negli 8 giorni di protesta la politica entra in fermento e la destra, con i suoi protagonisti, sarà al centro dell’attenzione mediatica. Nel frattempo Moreno e compagnia si godono la vittoria.

Gli attori dell’opposizione cominciano a posizionarsi nell’arena politica inviando(si) messaggi e dichiarazioni ben precisi che hanno un forte capitale simbolico. Il duo perdente Lasso – Páez, riceve critiche (alcune costruttive, altre no) dai rappresentanti della destra che intervengono nello show del probabile fraude[7] che si sta montando politicamente e mediaticamente. Gli interventi sono dettati dal fatto che i giorni passano e le prove del broglio non ci sono ancora, non vengono presentati nelle sedi opportune, cadendo nel ridicolo e perdendo di credibilita’ agli occhi di un popolo che è diviso elettoralmente e ha chiesto, nelle urne, un CAMBIO (slogan del candidato Lasso).

Interviene il sindaco di Guayaquil Nebot, lider politico navigato della destra del paese (al secondo turno ha fatto confluire un cospicuo bottino di voti al candidato della destra) che pubblicamente critica la gestione di Lasso e Paéz in quanto all’accusa non si è ancora dimostrato quanto dichiarato. “Chi accusa, deve provare. Qui hanno attuato con mancanza di intelligenza per due motivi: il primo per non aver presentato immediatamente le prove dell’accusa di brogli elettorali e poi perché le proteste le hanno impulsate nelle realta’ in cui hanno vinto e non perso”. [8] Nebot, in piu’ momenti, manifesta forti critiche verso Paéz (quest’ultimo e’ colui che ha piu’ responsabilita’ in questa fase) perché ha attuato senza intelligenza, lucidita’ e lungimiranza. Al passar dei giorni l’insofferenza aumenta e si evince nella dichiarazione “Bisogna perdere con dignitá”.[9] Nelle dichiarazioni di Nebot si legge la competenza del politico navigato che sa come e quando parlare. La politica, come tutte le scienze, ha bisogno di due ingredienti importanti: la teoria (discorso) e il contesto (i tempi). Nel sindaco di Guayaquil si legge – tra le righe – la delusione di aver dato al binomio Lasso – Páez un cospicuo bottino di voti che non son serviti a nulla (per il momento).

Un altro esponente della destra, (popolare e sociale) Dalo Bucarám, si scaglia duramente contro Lasso – Páez e nelle dichiarazioni pubbliche trapela la forte critica all’operato dei due e allo spettacolo indecoroso che stanno costruendo da giorni senza uno straccio di prove[10].

Infine, c’é il sindaco di Quito, Mauricio Rodas, che non prende posizioni forti. Agli occhi di tutti sembra che la situazione gli sia sfuggita di mano. Cosí facendo aumenta il malcontento (giá diffuso) in città per la sua (non) gestione.

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Si giunge al giorno 12 aprile quando il candidato Lasso, e il suo movimiento, presenta la domanda di riconteggio di oltre 4000 schede e chide che si ricontino tutte le schede nuevamente[11]. La svolta avviene il giorno dopo quando Nebot, il sindaco dell’opposizione di Guayaquil, propone che si ricontrollino nuovamente le schede contestate e che lo si faccia pubblicamente in presenza di tutti i delegati. Alla proposta di Nebot, c’è quella del Presidente della Repubblica che rincara la dose e scrive nel suo twitter quanto segue:”sono d’accordo e appoggiamo TOTALMENTE questa proposta e chiediamo al CNE che, malgrado non sia stabilito dalla legge, lo accetti. Appoggiamo questa proposta sulla base di tre richieste: a) che si ricontrollino le schede anche del primo turno, quando hanno parlato ugualmente di brogli, b) che tutti accettiamo il risultato, c) che, una volta ratificati i risultati, CREO, i suoi mezzi di comunicazione e tutti coloro che hanno armato lo show del broglio elettorale, chiedano scusa agli ecuadoregni e al mondo intero[12].

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https://twitter.com/mashirafael?lang=es

Il giorno 18 aprile nel Palazzetto dello Sport “Rumiñawi” della città di Quito, in presenza di delegati del partito Alianza País (i delegati del movimiento CREO non si presentano), in presenza di osservatori internazionali, di forze dell’ordine, dell’esercito, del pubblico, della stampa nazionale e internazionale, si svolge nuevamente lo scrutino. In nottata verrano, a reti unificate[13], pronunciati i voti ufficiali.

Lenin Moreno 51,16%, Lasso 48.84%.

[1] https://resultados2017.cne.gob.ec/frmResultados.aspx

[2] https://www.youtube.com/watch?v=dG9TV2kiXj4&t=145s

[3] http://www.elcomercio.com/actualidad/elecciones-discurso-guillermolasso-recuento-cne.html

[4] https://www.youtube.com/watch?v=-Bra6jCQq0s

[5] http://www.ecuavisa.com/articulo/noticias/nacional/258261-fraude-nacional-gritan-simpatizantes-creo-afuera-del-cne-quito

[6] https://www.youtube.com/watch?v=GVbZXL8T68I

[7] Fino al giorno 12 aprile Lasso non ha ancora presentato le prove delle sue accusazioni di brogli elettorali. Dal giorno 2 aprile (giorno delle elezioni) fino al 12 si è accusato senza prove. http://www.elcomercio.com/actualidad/guillermolasso-presentacion-impugnacion-resultados-elecciones.html

Si è incitato il popolo a scendere in Piazza senza prove. Si è creato un disagio alla cittadinanza per dieci giorni in alcune città del paese, senza prove. Il turismo nella città di Quito ha registrato dei danni economici per le manifestazioni di Piazza, senza prove. http://www.eltelegrafo.com.ec/noticias/politiko-2017/49/ministro-de-turismo-exige-al-alcalde-de-quito-que-no-promueva-la-violencia

[8] https://www.youtube.com/watch?v=ooxBqnqm12U

[9] https://www.youtube.com/watch?v=6cGX3EQCjOg

[10] https://www.youtube.com/watch?v=sdgYAWlgfVc

[11] Rispetto a questo punto non c’e`riconoscimento legale nella legge organica elettorale. Secondo l’art. 380 si possono aprire solo le schede che, secondo l’accusa, presentano inconformità con i voti ufficiali.

[12] https://www.youtube.com/watch?v=t6P45tZHJU4

[13] L’unico canale che non riserva l’intera copertura del pronunciamento dei dati ufficiali del CNE ‘e ECUAVISA che, 20 minuti prima del termine dell’atto ufficiale, interrompe per trasmettere una telenovela.

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