Dagli accademici napoletani emigrati all’estero, un appello pro de Magistris.

Dagli accademici napoletani emigrati all’estero, un appello pro de Magistris.

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Ricevo e volentieri pubblico la lettera di un gruppo di ricercatori napoletani attualmente all’estero per lavoro.  Da Sheffield (da dove scrive Andrea Genovese, primo firmatario del manifesto), dal Canada, dalla Russia, dall’Ecuador,  gli accademici firmatari hanno voluto manifestare la loro vicinanza a Napoli ed il loro pieno appoggio a Luigi de Magistris, positiva anomalia nel panorama politico non solo nazionale.

Chiunque voglia aderire può anche commentare qui sotto, sarà mia premura metterlo in contatto con i firmatari.

“Nell’attuale contesto politico, riconosciamo nell’attuale amministrazione comunale napoletana una significativa “anomalia”, dal punto di vista nazionale ed internazionale, sia nella sua opposizione alle politiche neo-liberiste portate avanti dal governo Renzi e dall’Unione Europea che nel suo percorso di apertura ai movimenti sociali ed alle esperienze di autogestione.

La giunta guidata dal Sindaco Luigi De Magistris ha avuto il coraggio di respingere i ricatti del dissesto comunale, di tenere la testa alta sul commissariamento di Bagnoli, e, allo stesso tempo di sostenere le forze vive e le energie della città. Una città nella quale non si ordinano sgomberi di spazi sociali ed esperienze autogestite, che, al contrario, vengono incoraggiati. Una città nella quale si sperimentano percorsi di partecipazione popolare, tramite il coinvolgimento di comitati ed assemblee di quartiere nei processi decisionali.

Napoli sta cambiando: la città sta faticosamente riconquistando la propria dignità. Provando a lasciarsi alle spalle le umiliazioni (politiche e mediatiche) cui è stata sottoposta in anni di malgoverno, ruberie ed emergenze create ad arte. Rispettando la volontà popolare nella gestione dei beni comuni, come dimostrato dalla avvenuta ripubblicizzazione del servizio idrico, unico caso in Italia dopo il Referendum del 2011.

Napoli sta cambiando, anche attraverso gesti simbolici molto forti, come la vicinanza ai popoli impegnati in eroiche lotte antimperialiste, espressa attraverso la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan; tramite le iniziative in solidarietà con il popolo Palestinese; mediante politiche di apertura e accoglienza verso i migranti, perché dalla nostra terra sono partiti e partono a migliaia.

Napoli sta cambiando, e a qualcuno questo processo fa paura: perché è la coscienza dei cittadini partenopei ad essere protagonista, è una comunità che costruisce cultura, solidarietà, entusiasmo. Napoli sta cambiando; nonostante le resistenze e l’apatia della borghesia cittadina e di parte del mondo intellettuale partenopeo, attardati nella nostalgia dell’ancién regime; nostalgia di un recente passato fatto di connivenze e corresponsabilità barattate con ricche prebende e consulenze d’oro. Un passato che, pericolosamente, si staglia all’orizzonte e incombe sulla città tramite le speculari e sovrapponibili candidature di Lettieri e Valente, espressione dei medesimi appetiti affaristici e degli stessi poteri forti.

Napoli sta cambiando e noi, da lavoratori della conoscenza, da migranti che conservano un inscindibile e vivo legame con la propria terra d’origine, ci stringiamo intorno a questo generoso tentativo. L’anomalia napoletana può rappresentare un esempio di alternativa per un’Italia stretta fra crisi e finti spettacoli di governo, fra disoccupazione e corruzione.

Sosteniamo la candidatura di Luigi De Magistris a sindaco di Napoli, e, all’interno della sua coalizione, le forze rappresentative di movimenti di lotta e di esperienze di conflitto politico, sociale e sindacale. Per un secondo mandato, che metta al centro dell’azione di governo il rilancio delle periferie e dei quartieri popolari, vero motore per la rinascita di Napoli e della sua area metropolitana; per continuare a difendere le aziende partecipate di Napoli e della Città Metropolitana, e, al tempo stesso garantire servizi e prestazioni decenti – prioritariamente alle fasce popolari della città; per bloccare gli speculatori del partito unico del mattone, pronti a lanciarsi, come avvoltoi, sul territorio e sul patrimonio comunale; per rintracciare le risorse per rendere operativa la recente delibera di indirizzo sul reddito di cittadinanza; per una città che sia laboratorio politico della resistenza ai diktat neo-liberisti del Governo Renzi e dell’Unione Europea, ed attiva protagonista della promozione di un mediterraneo di pace e di nuovi rapporti economici e culturali.

Primi Firmatari: Andrea Genovese (University of Sheffield, Gran Bretagna); Triestino Mariniello (Edge Hill University, Gran Bretagna); Giovanni Savino (Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration; Federazione Russa), Davide Matrone (Universidad Politécnica Salesiana; Ecuador); Roberto Cantoni (Université Paris-Est; Francia); Livio Carlucci (Wageningen University; Paesi Bassi); Antonella Garzilli (Universiteit Leiden; Paesi Bassi); Doriana Cimmino (Universität Basel; Confederazione Svizzera); Maria Amoroso (Higher School of Economics; Federazione Russa); Marco Gebiola (University of Arizona, USA); Mario Pansera (University of Exeter; Gran Bretagna); Fabio Grazioso (Institut National de la Recherche Scientifique, Canada).

Informazioni su QUITO LATINO

Notizie dall'Ecuador e dall'America Latina
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