A Quito nuovamente in piazza a favore del popolo palestinese.

Lo scorso venerdì si è tenuta una nuova manifestazione davanti all’Ambasciata d’Israele a Quito.

E’ ormai un appuntamento fisso quello in Piazza Artigas a due passi dalla sede diplomatica dello stato mediorientale. Da quando è cominciato il nuovo attacco dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione civile palestinese, a Quito ci si è mobilitati per dire basta alla nuova esclation di violenza.

Durante i primi due sit – in in piazza si sono visti anche alcuni parlamentari e rappresentranti istituzionali. Una presenza importante che non è passata inosservata alla moltitudine che occupava pacificamente le strade circostanti l’edificio Altana Plaza (sede dell’Ambasciata Israeliana). Da un mese la società civile quitegna si raduna compatta denunciando senza mezzi termini la propria contrarietà al genocidio palestinese. Due dettagli ormai richiamano l’attenzione dei passanti: il primo è l’assenza della bandiera israeliana all’esterno dell’edificio e il secondo sono le bandiere palestinesi disegnate sui muri del Viale La Coruña che porta in Piazza Artigas.

Venerdì 8 agosto si è tenuto un nuovo presidio pacifico e rumoroso. Anche questa volta ad appoggiare i manifestanti c’erano anche molti automobilisti che al passare suonavano i clacson.

Il prossimo venerdì ci sarà un nuovo presidio.

Qui in basso alcune foto

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Ho raccolto alcune interviste di partecipanti:

 

1) Sono qui per esprimere la mia indignazione per gli attacchi genocidi d’Israele nella striscia di Gaza. Mi sembra un atto orribile e inaccetabile.  La comunità internazionale deve sanzionare il governo d’Israele e aprire un processo per crimini contro l’umanità. Ogni paese deve prendere iniziativa e condannare il genocidio in atto come hanno fatto Venezuela, Bolivia e molti paesi latinoamericani. E’ il caso di realizzare un boicottaggio a livello internazionale nei confronti dello Stato d’Israele.

2) Oggi sono qui per appoggiare il popolo palestinese. Bisogna coscientizzare la gente.

3) Sono qui perché è giusto denunciare e fare pressione sul governo ecuadoriano affinché cessi ogni rapporto con il governo israeliano. E’ importante inoltre sensibilizzare la gente che passa anche perché c’è un silenzio mediatico impressionante.

4) Siamo qui nuovamente per dare appoggio totale alla popolazione civile palestinese di Gaza e sostenere il diritto alla resistenza del popolo in lotta fino alla vittoria.

5) C’è un silenzio e una totale indifferenza degli Organismi Internazionali. Personalmente sto lavorando per la questione palestinese da 4 anni e quello che sta succedendo è umanamente insostenibile. Sono qui anche per chiedere al governo ecuadoriano la fine di ogni rapporto col governo d’Israele

6) Quello che sta accadendo in Palestina è inaccetabile e non si può stare con le braccia incrociate mentre stanno assassinando centinaia di bambini.

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