E’ importante incontrare molta gente e conoscere da vicino i problemi e le lotte di ogni popolo. E’ altrettanto importante il poter intendere le sofferenze causate dal neoliberismo a livello mondiale. Intendere le varie forme di lotta, solidarizzare con gli altri e ricevere anche la solidarietà degli altri popoli nei confronti della nostra causa.

Le interviste al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti – Quito 2013

di Davide Matrone_

Quito dicembre 2013

Maher delegato Palestinese

Maher delgato palestinese

Maher delgato palestinese

E’ importante incontrare molta gente e conoscere da vicino i problemi e le lotte di ogni popolo. E’ altrettanto importante il poter intendere le sofferenze causate dal neoliberismo a livello mondiale. Intendere le varie forme di lotta, solidarizzare con gli altri e ricevere anche la solidarietà degli altri popoli nei confronti della nostra causa.

Qui al Festival si stanno affrontando vari temi come la pace, la sovranità, la solidarietà. Temi che vengono sempre più calpestati dal sistema capitalista.

Si, ogni volta sempre di più. L’imperialismo si inventa qualsiasi scusa per tentare di sopraffare i popoli e fa di tutto per accaparrarsi le risorse naturali espropriando i territori.

L’imperialismo non si limita sono intervenendo militarmente, ma cerca di corrompere i rappresentanti dei governi imponendo politiche di privatizzazione, discriminando qualsiasi forma di lotta giusta. Noi siamo per unire i paesi del sud oggi in lotta e aiutarci mutuamente.

Questo Festival si sta realizzando qui in Ecuador, un paese che sta proponendo un modello di società partecipativo. Cosa ne pensi?

Il modello ecuadoriano è un buon esempio da seguire per molti paesi che dicono di appartenere al primo mondo.  Già sappiamo quali sono gli obiettivi che vuole raggiungere il capitalismo, cioè il benessere di pochi gruppi, dove prevalgono gli interessi delle banche, delle industrie private nei confronti dei più bisognosi. L’Ecuador sta proponendo un modello alternativo a quello che sta avvenendo in Europa. Ovviamente questo modello viene boicottato e ostacolato dalle destre europee che lo considerano troppo radicale.

La stampa che spazio da a questo evento?

Devo ammettere che nonostante la numerosa partecipazione, noto la totale assenza dei mezzi di comunicazione. La stampa locale, quella della destra legata alle banche non pubblica un mezzo articolo. Qui abbiamo migliaia di giovani internazionali che non meritano di essere ignorati; anzi meritano di essere accolti e di avere la possibilità di esporre le loro tematiche. 

Ogni delegato è qui con la sua esperienza. Tu come delegato palestinese porti con te la causa del tuo popolo in lotta e in guerra da decenni.

Io non dico che stiamo in guerra, piuttosto dico che stiamo vivendo da molti decenni un genocidio, una mattanza senza precedenti, ingiustificata. Questa è la mia terra. Purtroppo, nel corso degli anni, le varie organizzazioni internazionali come l’ONU, non hanno potuto fare niente nonostante abbiano riconosciuto fatti ingiusti. 

Io seguo sempre quello che succede lì nel mio paese e ritengo che non bisogna mai cedere, perché altrimenti il nemico ci calpesta sempre di più. Dobbiamo sperare che la lotta continui nei territori occupati. La causa palestinese raccoglie un insieme di lotte come quella per la conquista dell’identità, quella per la conquista dei territori, quella per l’acqua e quella mediatica. Vedo che c’è molta solidarietà nei nostri confronti, però non bisogna mai abbandonare la lotta per la pace. 

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