L’aborto in Ecuador. All’Assemblea Nazionale dell’Ecuador si discute il COIP (Código Orgánico Integral Penal)

In America Latina l’emancipazione della donna è ancora lontana.

di Davide Matrone

Lo scorso giovedì 10 ottobre l’Assemblea Nazionale dell’Ecuador ha cominciato il dibattito parlamentare in merito al Nuovo Codice Organico Integrale Penale (COIP) . La Riforma del nuovo codice penale ha come finalità l’intervento dello Stato di fronte a nuove infrazioni penali come il femminicidio, il terrorismo e l’aborto.

http://www.asambleanacional.gob.ec/2013100810882/manana-se-inicia-segundo-debate-del-proyecto-de-codigo-organico-integral-penal.html

la deputata dell'Assemblea Ecuadoriana Paola Pabon autrice della mozione per la depenalizzazione dell'aborto.

la deputata dell’Assemblea Ecuadoriana Paola Pabon autrice della mozione per la depenalizzazione dell’aborto.

Dopo il terzo giorno di dibattito è arrivata la mozione presentata dalla deputata di Alianza País Paola Pabón (partito di maggioranza al governo) in merito alla depenalizzazione dell’aborto. Il testo della mozione recita testualmente: ”Art. 149 Aborto non punibile. L’aborto praticato da un medico o da un altro professionista della salute, che ha il consenso della donna, del suo coniuge, di un familiare intimo o del suo rappresentante legale, (quando lei non è in grado di prestarlo), non sarà punibile se si è praticato per evitare un pericolo per la vita o per la salute della donna incinta o se lo stesso pericolo non può essere evitato attraverso altri mezzi; se la gravidanza è conseguenza di una violenza sessuale, l’interruzione potrà realizzarsi entro la dodicesima settimana di gestazione“.

Oggi in Ecuador l’aborto è illegale salvo in caso di minaccia alla vita e alla salute della donna, o se la gravidanza è il risultato di una violenza ad una donna demente o stupida. La pena per una donna che pratica l’aborto va da un anno a 5 anni, mentre per il dottore va da due a 5 anni di prigione.

http://www.asambleanacional.gov.ec/2013101110915/asamblea-inicio-su-tercera-jornada-de-trabajo-en-el-tratamiento-del-codigo-penal-paola-pabon-retira-mocion-acerca-del-aborto-no-punitivo.html

La reazione del Presidente Rafael Correa non si è fatta attendere. “La Costituzione difende la vita . Mi è costato molto di più la slealtà e i tradimenti dei cosiddetti amici che di certi nemici. Sono stanco di vedere fare il contrario di quello che si dice. Facciano quello che vogliono, io non approverò mai la depenalizzazione dell’aborto!”, ha dichiarato il primo mandatario. “Se domani si continua con questa presa di posizione, io rinuncerò al mio incarico Presidenziale” ha poi aggiunto.

Il Parlamento ecuadoriano

Il Parlamento ecuadoriano

Il giorno dopo si è registrato il ritiro della mozione presentata da Paola Pabón. La prima firmataria della mozione ha poi dichiarato nella stessa aula :”Caro Presidente, qui non ci sono i traditori, qui ci sono quelli che hanno deciso di appoggiarla per il Yasuni, quelli che l’hanno appoggiato per la Legge di Comunicazione, che l’hanno sostenuto per la Consulta popolare del 7 maggio e quelli che hanno partecipato al 30 settembre. Da qui nessuno ci manda via, noi siamo la rivoluzione della cittadinanza, noi siamo la nuova generazione della rivoluzione, noi non siamo la sinistra infantile, noi siamo quelli che difendono i diritti delle donne, quelli che difendono il matrimonio ugualitario e quelli che difendono in diritti della natura”, ha poi aggiunto.

Non è solo l’Ecuador a trattare il tema della depenalizzazione dell’aborto ma c’è anche la Bolivia del Presidente Evo Morales che ha affermato in merito :“l’aborto è un delitto”. La dichiarazione del Presidente è avvenuta dopo che la deputata del Movimento al Socialismo (MAS), Patricia Mancilla, aveva posto davanti al Tribunale Costituzionale Plurinazionale (TCP), un’azione di incostituzionalità contro alcuni articoli del Codice Penale che si relazionano al tema.

 

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