Il 1 maggio 1983 in Uruguay si realizza la prima manifestazione sindacale dall’avvento della dittatura……

Il PIT – CNT commemora il 30 anniversario del 1 maggio 1983 durante il quale migliaia di persone si scontrarono con la dittatura. 

 

Treanta anni fa, nel 1983, si ebbe la prima manifestazione di massa indetta dai sindacati dall’avvento della dittatura. Quasi 200 mila persone risposero alla chiamata del movimento sindacale sotto la parola d’ordine “Libertà, Lavoro, Salario e Amnistia”.

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Quel giorno 37 organizzazioni sindacali di base, con un certo grado di “legalità” nella loro autonomia chiesero l’autorizzazione per realizzare la manifestazione in piazza. Dopo tre riunioni con il colonnello Washinghton Varela, capo della Polizia di Montevideo, i sindacati ottenero l’autorizzazione e convocarono el PLENARIO INTERSINDICAL DE TRABAJADORE (PIT), presentato come una coordinazione di organizzazioni sidacali di primo grado.

Una volta ottenuta l’autorizzazione cominciò la propaganda che si realizzò attraverso CX 30 radio nazionale, con Germán Araujo in testa che chiamava la gente con “Tutti al Palazzo Legislativo”.

Quel primo maggio era grigio. I dirigenti sindacali, che rimasero a discutere sui dettagli del corteo, si aggrupparono ben presto ad un isolato dal Palazzo Legislativo. Nel frattempo già si contava su un forte schieramento di militari e polizia all’interno del Palazzo Legislativo con addirittura tiratori scelti posizionati sulle parti alte.

La preoccupazione che la repressione fosse presente, era palpabile nell’aria anche alla fine della stessa giornata. (Infatti alcuni giorni dopo furono detenuti e torturati alcuni militanti della FEUU e della UJC e nel 1984 fu ucciso Vladimir Roslik).

Quasi 200 mila persone risposero alla manifestazione del movimento operaio.

Quella del 1 maggio del 1983 rappresenta la prima manifestazione dei lavoratori uruguaiani che scesero in piazza sfidando a testa alta la dittatura dell’allora Tenente Generale Gregorio Álvarez (12 ottobre 1981 -12 febbraio 1985).

Tte. Gral. Gregorio Álvarez.

Tte. Gral. Gregorio Álvarez.

Al termine della giornata si contarono 1800 detenuti portati in carcere o nelle caserme di polizia.

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