Sentenza storica contro l’omofobia in Ecuador.

Sentenza storica contro l’omofobia in Ecuador. 

“Pescatori”, “immorali”, “anti – naturali”, “aberranti”, “disorientati”, “se un uomo utilizza il suo apparato digestive, vuol dire l’ano, per avere relazioni sessuali, qualcosa non funziona”, “non è possibile che a una persona disorientata sessualmente, le venga dato un posto di lavoro”, “Non si può consegnare un Ministero di Salute ad una persona che abbia un’orientazione sessuale strana” (Nella passata e attuale legislatura la Ministra della Salute dell’Ecuador è lesbica dichiarata ndr), “non accetterò mai questo stato di omosessualità e di delinquenza”; queste sono solo alcune delle espressioni con le quali il pastore evangelico Nelson Zavala ha apostrofato la galassia LGBTI (Lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex). nel momento della sua iscrizione come candidato per il Partito Roldosista Ecuadoriano – PRE; nelle ultime contese elettorali dell’Ecuador, vinte da Rafael Correa.

L’Ecuador è un paese dove il suo marco istituzionale si è espresso contro la discriminazione e a favore dell’inclusione di tutte le persone indipendentemente dalla sua condizione; lo stesso Presidente Correa nel suo primo discorso, una volta annunciati i risultati delle votazioni del popolo ecuadoriano; ha ratificato il suo compromesso di eliminare la discriminazione sessuale nel paese, facendo un’allusione chiara al mondo LGBTI.

Il Collettivo Uguaglianza dei Diritti Ya!, con l’appoggio di varie organizzazioni di attivisti LGBTI, ha capeggiato un processo di protesta pubblica affinché il Consiglio Nazionale Elettorale – CNE (Ente dello Stato che regola i processi elettorali dell’Ecuador), si pronunci su questa vulnerabilità del marco legale ecuadoriano e dei diritti umani della cittadinanza LGBTI.

E’ cosi che il 30 gennaio del 2013, il CNE ha emesso una Risoluzione che proibiva alle candidate e ai candidati “l’emissione pubblica di qualsiasi espressione che discrimini o interessi la dignità delle persone, o che utilizzino    simboli, espressioni o allusioni di carattere religioso”, e comminava all’allora candidato Nelson Zavala a non rincarare nelle sue dichiarazioni discriminatorie, e al contrario a sottomettersi alle leggi vigenti in materia dei diritti civili.

Malgrado questa grande conquista, il pastore Zavala, ha emesso delle dure dichiarazioni contro la cittadinanza LGBTI e anche contro il CNE, qualificandolo di promuovere e difendere l’immoralità e di essere contro la famiglia eterosessuale.

L’11 marzo del 2013 il Giudice Patricio Baca del Tribunale Contenzioso Elettorale – TCE – (Ente dello Stato che sanziona infrazioni legali all’interno del processo elettorale) ha sentenziato il signor Nelson Zavala per non aver rispettato la risoluzione del CNE e gli ha imposto il pagamento di una multa di 10 salari minimi unificati ($3180 USD) e la sospensione dei suoi diritti politici per il periodo di un anno. La denuncia della violazione, alla già menzionata Risoluzione, è stata presentata dal Collettivo Uguaglianza di Diritti YA, con l’appoggio dell’Organizzazione Ecuadoriana delle Donne Lesbiche – OEML – Fondazione Causa Associazione ALFIL e Fondazione Ecuadoriana Equità.

GLBTI Ecuador

GLBTI Ecuador

Questa sentenza che rappresenta una pietra miliare nella storia del paese e della regione in processi elettorali, è in rischio di essere modificata, giacché il pastore Nelson Zavala si è appellato alla sentenza e ora tutta l’Organo Direttivo del TCE (i cinque giudici che fanno parte di questo ente) devono pronunciarsi sull’appello. In base all’attuale Codice Penale dell’Ecuador, la sanzione va dai 6 mesi ai tre anni di carcere.

Il pastore Nelson Zavala

Il pastore Nelson Zaval – Candidato alle Presidenziale del 2013. Ha conseguito l’1% dei voti a livello nazionale.

Traduzione di Davide Matrone

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