Le piste ciclabili a Quito e il sistema BiciQ.

Quito, marzo 2013

di Davide Matrone

LE PISTE CICLABILI A QUITO E IL SISTEMA BICIQ.

La bici è la mia amica quotidiana da ormai tre anni e mezzo. Diciamo che è nato un amore reciproco. Usare la bici per me significa tante cose. In primo luogo fa bene alla salute e questo è l’aspetto più importante.

Le salite ormai non sono più un problema per me. All’inizio pedalare sui versanti di Quito, voleva dire fermarsi, scendere e continuare a piedi. Ora non più. Qui le pendenze son belle toste e se poi ci aggiungiamo l’altura (2800 metri dal livello del mare) la faccenda si fa ancora più ostile.

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Usare la bici vuol dire, inoltre, risparmio di tempo e di soldi. Inoltre, vivere e conoscere la città ogni giorno è davvero stimolante e affascinante. Tra gli aspetti negativi purtroppo c’è lo smog e vi assicuro che i bus emanano un nero dai tubi di scappamento che è impressionante.

Tre anni e mezzo fa, nonostante i pareri contrari della maggioranza delle persone interpellate, ho deciso di usare la bici come strumento di trasporto per andare a lavorare o usarla nel tempo libero. Sono andato presso il parco Alameda e ne ho comprata una. Il costo: 50 dollari. Andare in bici qui non è una questione facile visti i pericoli che si corrono.

La città di Quito è davvero è pericolosa. Qui i conducenti di auto e dei bus non rispettano per niente i pedoni e i ciclisti. Gli incidenti sono abbastanza frequenti. Quindi si raccomandano alcune cose: la prudenza, una bici ben attrezzata e controllata e un casco.

Bisogna anche dire che negli ultimi anni si sta promuovendo l’uso della bici qui nel paese. E’ diventato un punto dell’agenda politica sia a livello locale che a livello nazionale. Ci sono ancora molte cose da fare come per esempio aumentare le piste ciclabili (soprattutto nelle zone periferiche), educare gli automobilisti a rispettare i pedoni e i ciclisti, aumentare i parcheggi e promuovere una coscienza pubblica all’uso di questo mezzo ecologico.

Nel video seguente vediamo il Presidente della Repubblica Rafael Correa che incentiva l’uso della bici in uno spot elettorale durante le elezioni presidenziali 2013.

In questi giorni ho deciso di fare un piccolo reportage sulle piste ciclabili in città e sull’uso del sistema BICIQ.

Pista ciclabile nella zona Universitaria in Via Alfredo Mena Caamaño

Pista ciclabile nella zona Universitaria in Via Alfredo Mena Caamaño

Percorrendo questa pista ciclabile, da via Alfredo Mena si arriva in Via 12 di ottobre che è una delle arterie principali della città. Questa pista ciclabile si trova nella zona universitaria, dove si incontra: l’Università Politecnica Nazionale, l’Università Cattolica e quella d’Ingegneria.

Incrocio con la 12 di ottobre, nei pressi dell'Università Cattollica

Incrocio con la 12 di ottobre, nei pressi dell’Università Cattollica

Qui all’incrocio incontriamo una delle stazioni bici del sistema di trasporto su 2 ruote municipale chiamato BICIQ. Qui siamo alla fermata Università Cattolica.

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Su tutto il percorso urbano ci sono delle buone segnaletiche e i semafori ci indicano il tempo e il passaggio tra un incrocio e l’altro. Per il passaggio dei pedoni e dei ciclisti si hanno a disposizione 51 secondi.

DSCF0194semaforo tra il viale 6 di dicembre e via Ventimilla

Su alcune piste ciclabili ci sono anche dei dischi colorati che informano e pubblicizzano l’uso della bici in città.

Disco posto nella via Jenomino Carrion

Disco posto nella via Jenomino Carrion

Disco posto nella via Jenomino Carrion

Disco posto nella via Jenomino Carrion

Negli ultimi anni si sta potenziando questo sistema di comunicazione tanto che la municipalità ha deciso di allargare il circuito cittadino recuperando metri di circolazione dai marciapiedi o riducendo le strade ai bordi delle carreggiate. Questo si è verificato, per esempio, nel quartiere La Pradera, zona Università FLACSO.

Prima era solo un marciapiede, ora è anche pista ciclabile.

Prima era solo un marciapiede, ora è anche pista ciclabile.

Qui invece si è ridotta la strada nella parte destra, 5 mesi fa non esisteva questa pista ciclabile.

Qui invece si è ridotta la strada nella parte destra, 5 mesi fa non esisteva questa pista ciclabile.

All’incrocio con via Diego de Almagro una nuova stazione di BICIQ.

Stazione BICQ La Pradera.

Stazione BICQ La Pradera.

BICIQ

Questo sistema di trasporto urbano nasce 5 mesi fa, grazie all’iniziativa del sindaco Augusto Barrera (Alianza Paìs) che ha voluto incentivare l’uso della bici all’interno del distretto metropolitano di Quito.

BICIQ conta su 425 biciclette distribuite nelle 25 stazioni collocate nelle zone strategiche della città (uffici, università, scuole, zone turistiche etc, etc). Usare una bici pubblica è molto semplice, basta riempire un formulario coi propri dati personali e presentare la carta d’identità o la tessera elettorale presso una delle tante stazioni bici. Dopo 72 ore si riceve un carnet (tesserino) rilasciato dall’ufficio centrale di BICIQ che si trova nel quartiere MARISCAL SUCRE – ZONA NORD QUITO. Il servizio al principio aveva un costo di 25$ annui, ora invece è completamente gratuito. Il servizio funziona tutti i giorni della settimana (compreso il sabato e la domenica) dalle 7 alle 19. In ogni stazione ci sono due impiegati che in due turni (7 – 13 primo turno / 13 –  19 secondo turno) garantiscono il servizio. Una volta presa una bici, la si può utilizzare per 45 minuti, scaduti i quali bisogna restituirla o richiedere un tempo aggiuntivo (di altri 45 minuti). Le bici sono dotate di un sistema auto satellitare che non consente a nessuno la sottrazione della stessa.

Questo sistema, che al principio non aveva riscosso tanti consensi, oggi è di dominio pubblico e si contano 4000 mobilitazioni quotidiane da parte degli utenti. (fonte dati http://www.biciq.gob.ec/web/index.php/info/que-es.html).

Stazione BICIQ del Collegio Militare Eloy Alfaro. Via Amazonas

Stazione BICIQ del Collegio Militare Eloy Alfaro. Via Amazonas

Durante questo giro e reportage in città ho parlato con alcuni operatori di stazione come Juan Carlos Meneses Espinosa (nella foto in maglietta rossa) che mi ha detto inoltre che questo sistema ha creato nuovi posti di lavoro soprattutto tra i giovani. Juan mi ha detto che oggi ci sono 50 operatori di stazioni, 8 operatori di appoggio, 6 centralinisti e alcuni impiegati nell’ufficio centrale della Mariscal. Ad occhio e croce BICIQ ha creato quasi 70 posti di lavoro. Lui, grazie al sistema BICIQ ha un’entrata fissa al mese invece prima lavorava in uno studio giuridico e non lo pagavano puntualmente ed il posto non era sicuro.

Con Juan ho chiacchierato una buona mezz’ora. Nel frattempo veniva qualcuno a prendere una bici in concessione e andava via.

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