La passione e la speranza come il rosso e il verde. Grazie Comandante!

Quito 6 marzo ore 16,30

Sono appena tornato dalla Piazza dell’indipendenza di Quito pieno di gioia.

E’ stata un’immensa felicità aver trascorso una giornata insieme a tanta gente che si è raccolta in piazza per ricordare il grande presidente del Venezuela Hugo Chávez. La Patria Grande: PRESENTE!

Argentini, cubani, venezuelani, ecuadoriani, cileni, nicaraguensi, peruviani, brasiliani ed altri ancora di ogni luogo del mondo, hanno voluto omaggiare Il grande Comandante Bolivariano.

Quando sono giunto presso il palazzo presidenziale alle ore 12,30, avevo già intuito che sarebbe stata una giornata indimenticabile per me e per tutti gli altri. L’atmosfera era quella giusta e anche i colori avevano la giusta tonalità. Il rosso e il verde (i miei due colori preferiti) si combinavano bene sotto il cielo azzurro della  meravigliosa Quito.

Il nero, oggi è stato messo da parte.

Eh si, perché a Chávez non sarebbe piaciuto certamente il nero come sfondo del suo addio. E di fatti il suo popolo l’ha salutato con il rosso della vitalità, della passione, dell’amore e della fiducia delle proprie forze e capacità. Tutti gli ingredienti profusi dal matador in questi anni di politica attiva e militante.

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Grazie a lui milioni di persone hanno potuto riprendere a sperare e costruire un mondo più giusto e umano. Grazie a lui tanti hanno cominciato a scrivere e leggere, recuperare anni scolastici o andare all’università (Missione Robinson I – II – III con il metodo cubano “Yo si puedo” – Io si posso), molti hanno visto per la prima volta il viso di un medico (molti dei quali cubani grazie alla Missione “Barrio Adentro” – Dentro il Quartiere), tantissimi hanno avuto diritto ad una tetto (Missione Vivienda).

Grazie a lui, in Venezuela si sono recuperati diritti elementari che sembrerebbero scontati per noi del primo mondo ma in questa parte del pianeta non lo è ancora.

Menzionando il teologo della liberazione brasiliano Frei Beto, una volta in merito ai diritti umani di Cuba e dei popoli del sud america dichiarò:“Come faccio a parlare di diritti umani a Cuba, quando in America latina milioni di persone non hanno conquistato ancora i diritti animali, quelli di avere un tetto, uno straccio per ripararsi dalla pioggia o dal sole, il cibo di tutti i giorni da dare ai propri figli e ai più deboli?”.

Hugo Chávez e Frei Beto.

Hugo Chávez e Frei Beto.

Il Venezuela di Hugo Chávez ha voluto restituire prima i diritti “animali” e poi quelli umani a milioni di persone dimenticate da sempre. Quei diritti che non erano stati garantiti dai vari presidenti democratici e civili precedenti come per esempio Carlos Andrés Pérez che nel febbraio del 1989 fece uccidere migliaia di venezuelani rei di essere scesi in piazza e protestare contro le politiche affamatrici dettate dal FMI. (IL CARACAZO https://quitolatino.wordpress.com/2013/02/26/storia_-il-27-febbraio-1989-il-caracazo-in-venezuela/)

E allora caro Comandante ieri abbiamo voluto restituirti ancora una volta la passione e la speranza che hai diffuso tra la gente comune.

GRAZIE COMANDANTE!

 

 

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Una risposta a La passione e la speranza come il rosso e il verde. Grazie Comandante!

  1. Max Rojo ha detto:

    Nei suoi anni di governo è riuscito a suscitare sentimenti contrapposti: un’ammirazione vicina all’idolatria dei suoi seguaci, il disdegno e il biasimo dei suoi avversari.
    Tra i provvedimenti presi durante il suo mandato, particolarmente importanti sono state: la vittoria sul controllo del petrolio venezuelano strappato alla Exxon Oil e altre multinazionali che detenevano il monopolio con la complicità di politici corrotti. La americana Exxon cercò di espropriare e congelare le fonti economiche venezuelane in Usa, Uk e banche europee rimanendo sconfitta nelle sedi legali statunitensi da un team di avvocati intraprendenti ingaggiati dal Governo Chavista. Egli diede ulteriore spinta all’ educazione infantile ed universitaria in forma gratuita e di qualità, concedendo un computer ad ogni bambino anche a quelli dei remoti luoghi rurali, sponsorizzando lo sport e la musica come prevenzione contro la delinquenza nei quartieri più disagiati, dando vita a migliaia di talenti; tanti di questi giovani compongono oggi l’orchestra sinfonica Simon Bolivar de Venezuela, la più acclamata e numerosa del mondo capace di radunare in platea oltre 1000 musicisti ed eseguire alla perfezione motivi classici e tradizionali diretti dal maestro Dudamel. Grazie a Chavez, per la prima volta, questa nazione ottenne oro olimpico e atleti professionisti nelle diverse discipline, perfino nella Formula 1 con Pastor Maldonado. Oltre ogni dubbio il Socialismo liberò la nazione dall’analfabetismo (azione riconosciuta dalle Nazioni Unite). Intellettuali, scrittori, attori Hollywoodiani cercavano udienza a Caracas per parlare e fotografarsi con il cosiddetto ” dittatore”. Noam Chonsky, il reverendo afro-americano Jesse Jackson, Don King, Gabriel Garcia Marquez, Jimmy Carter e tanti altri rappresentanti di organizzazioni sociali del pianeta si dichiararono in favore del suo difficile operato. Promulgò la pensione per la madri celibi e “las misiones”; tra queste, hanno avuto importante rilevanza la “Misióne Barrio Adentro”, attività che assicurava l’attenzione medica primaria alle popolazioni rurali e delle favelas, la “Misión Vivienda”, per dare a tutti i venezolani una casa. Ha decretato gli interventi chirurgici gratuiti a coloro che soffrivano di problemi alla vista e malattie gravi, a chi non aveva copertura per le cure mediche, concedendo la pensione dopo i 55 anni anche a quelli che non avevano mai pagato contributi al fisco (azione contraria rispetto a ciò che accade nel Vecchio mondo, dove, a causa delle misure anti crisi, la gente perde i privilegi raggiunti con tanto sacrificio e si fanno tagli sull’educazione, la salute e la cultura).

    SANGRE DE AMERICA

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