Ecuador: via alle riforme costituzionali dopo la vittoria di Rafael Correa

Ecuador: via alle riforme costituzionali dopo la vittoria di Rafael Correa_ di Davide Matrone 

Lo scorso 17 febbraio si sono svolte le elezioni presidenziali in Ecuador. Il popolo ha dato fiducia per altri 4 anni a Rafael Correa, presidente dell’Ecuador dal 2006. La vittoria era scontata ed era ben palpabile nell’aria. I sondaggi, durante l’intera campagna elettorale, davano sempre grandi margini di vantaggio tra il candidato di Alianza PAIS della sinistra progressista (R. Correa) e il principale avversario della destra, il banchiere del partito CREO OPORTUNIDADES (G. Lasso). Alle 17 (al termine delle votazioni) era già chiaro che non ci sarebbe stata LA SEGUNDA VUELTA cioè il ballottaggio, in quanto lo scarto tra il primo ed il secondo candidato alla Presidenza era ben superiore del 10%, secondo le proiezioni dei vari istituti di sondaggi politici. (+34.97%).

Lenin Moreno (Vice - Presidente della Repubblica dell'Ecuador uscente), Rafael Correa (Presidente della Repubblica dell'Ecuador) e Jorge Glass attuale Vice - Presidente della Repubblica

Lenin Moreno (Vice – Presidente della Repubblica dell’Ecuador uscente), Rafael Correa (Presidente della Repubblica dell’Ecuador) e Jorge Glass attuale Vice – Presidente della Repubblica

I risultati (in fase di conteggio definitivo) ci dicono quanto segue:

R. Correa – Alianza PAIS           57.37%      4.553.297        (SINISTRA PROGRESSISTA)

G. Lasso – Creo Oportunidades  22.40%      1.837.302        (CENTRO – DESTRA)

L. Gutierrez – PSP                       6.33%        552.991        (DESTRA)

M. Rodas –  SUMA                      4.46%        320.286        (CENTRO)        

A. Noboa – PRIAN                        3.47%        295.288       (DESTRA)

A. Acosta – UPDLI                       3.31%         269.750       (SINISTRA ANTICAPITALISTA)

N. Wray – Ruptura 25                   1.43%         108.253       (SINISTRA SOCIALDEMOCRATICA)

N.Zavala – PRE                            1.23%           94.751       (POPULISMO – CONSERVATORE)

Schede Bianche 0.7% –  Schede Nulle 2.7%

http://es.wikipedia.org/wiki/Elecciones_presidenciales_de_Ecuador_de_2013

Il nuovo Parlamento ecuadoriano dopo le elezioni presidenziali febbraio 2013

Il nuovo Parlamento ecuadoriano dopo le elezioni presidenziali febbraio 2013

90 Alianza PAIS – 12 Creo Oportunidades – 7 Partido Social Cristiano – 6 Partido Sociedad Patriótica – 6 Partido Movimiento Popular Democratico y Movimiento de Unidad Plurinacional Pachakutik – 4 Partido Avanza – 1 ARE – 1 PMOD – 1 Movimiento SUMA – 1 Partido Roldodista Ecuatoriano – 1 MRY.

I CANDIDATI

RAFAEL CORREA: Presidente della Repubblica in carica dal 2006. Già Ministro dell’economia del governo di Alfredo Palacios con il quale fu sempre contrario alla firma del TLC – TRATTATO DI LIBERO COMMERCIO imposto dagli USA. Per questo motivo lasciò l’incarico e fondò il Movimento di sinistra Alianza PAIS..

GULLERMO LASSO: Già Presidente Esecutivo del Banco di Guayaquil di cui oggi è il principale azionista. Già Presidente della Regione del Guayas e Super Ministro dell’economia durante il governo di J. Mahuad ed assessore economico e ambasciatore itinerante durante il governo Gutierrez. Già Vice – Presidente della multinazionale Coca – Cola in Ecuador nel 1984.

LUCIO GUTIERREZ: Già Presidente della Repubblica dell’Ecuador dal 2003 al 2005. Non terminò il suo mandato quadriennale a causa delle fortissimi proteste popolari che lo indussero ad abbandonare il Palazzo Carondelet (sede della Repubblica dell’Ecuador) in elicottero alla volta di Miami (USA).

ÁLVARO NOBOA: Imprenditore e leader del partito personalistico PRIAN. Uno degli uomini più ricchi del paese. Denominato “l’eterno candidato” per essersi presentato per ben 6 volte alle presidenziali ed è sempre risultato perdente. Attualmente ha problemi con la legge ed è accusato di evasione fiscale (200 milioni di $ non versati all’erario statale (SRI IN ECUADOR) dall’anno 2005).

NORMAN WRAY: Avvocato e fondatore del partito RUPTURA 25 che faceva parte del Movimento Alianza PAIS, di cui rappresentava l’ala destra dello schieramento politico. Già parlamentare del gruppo AP della passata legislatura e consigliere comunale della città di Quito. E’ stato tra i promotori dell’iniziativa di carattere ambientale BICI – Q. Un sistema metropolitano che incentiva l’uso della bici nella grande metropoli di Quito.

NELSON ZAVALA: Pastore evangelico e membro dell’Associazione dei Pastori Evangelici dell’Ecuador. Difensore dei diritti umani, civili e del culto religioso.

ALBERTO ACOSTA: Economista ed ex – Presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente dell’Ecuador nel 2008. Già Ministro dell’Energia e delle Minerie durante il primo governo Correa. Fondatore e redattore del programma politico di Alianza PAIS. Marxista e terzomondista convinto lascia il partito del Presidente Correa per la questione e la gestione del Yasuni ITT a partire dal 2011.

MAURICIO RODAS: Giovane avvocato della città di Quito. Analista politico ed assessore in alcuni governi ecuadoriani. Ha svolto incarichi istituzionali a livello internazionale come per esempio in Cile e in Messico.

candidati elezioni Ecuador 2013

candidati elezioni Ecuador 2013


VEDIAMO UN PO’:

a) Aumenta il consenso popolare nei confronti di R. Correa. Ecco i dati + 5.37% (elezioni 2009 52% elezioni 2013 57.37%), + 969.061 voti (3.584.236 elezioni 2009 – 4.553.297 elezioni 2013), + 10.97% di differenza tra lui è il candidato principale della destra (52% R.Correa, 28% L. Gutierrez elezioni 2009 (scarto +24%) – 57.37% R. Correa, G. Lasso 22.4% (scarto 34.97%) elezioni 2013. I dati ancora ufficiosi ci dicono che per la prima volta, dal 2006, il partito Alianza PAIS avrà una maggioranza assoluta all’interno del Parlamento (Asamblea Nacional Legislativa) rispetto a una maggioranza relativa acquisita con le passate elezioni del 2009. Una curiosità : nella scorsa legislatura si era verificato un record in assoluto nella storia repubblicana dell’Ecuador, cioè dei 137 parlamentari (asambleistas) 42 erano donne (57.54% dell’intero Parlamento).

b) Perdono consensi e credibilità i rivali storici come Lucio Gutierrez e Álvaro Noboa che rappresentano la destra liberale e conservatrice del paese. Il primo passa dal 28% del 2009 al 6.3% del 2013 registrando un calo di consensi del -21.67% e – 1395176 dei voti a livello nazionale. Perde 6 province (regioni) rispetto al 2009. Nel 2009 il PSP (Partido Sociedad Patriótica) aveva conquistato la maggioranza in 7 province (Bolivar – Napo – Pastaza – Orellana – Tungurahua – Chimborazo e Morona Santiago), oggi resiste solo nella provincia del Napo (Amazzonia, Gutierrez è di origine amazzonica). Il secondo perde il 4.53% in termini percentuali e – 493733 voti. La destra continua a presentarsi disunita e frammentata per i forti personalismi dei vari leader politici. I tre candidati, che divisi hanno conseguito un 32,2%, potrebbero aumentare i consensi se si presentassero uniti agli occhi del proprio elettorato. Vedi il caso del Venezuela.

c) Il candidato “nuovo” della destra conquista un 22.40% di tutto rispetto se consideriamo la sua prima partecipazione alle presidenziali ma sarebbe anche il caso di ricordare alcune fasi storiche di cui Lasso è stato protagonista.

Anche lui. è stato artefice, della crisi economica e sociale che ha attraversato l’Ecuador negli anni ’90. Lasso è stato Ministro dell’Economia durante il governo del presidente ecuadoriano di origine libanese J. Mahuad, protagonista della dollarizzazione e dell’avvio della notte neo – liberale (per usare un termine caro a R. Correa). Nel periodo presidenziale 1998 – 2000, si ebbe il fallimento di una decina di banche e di numerosi istituzioni del sistema finanziario ecuadoriano. L’allora presidente J. Mahuad, con il consenso e la firma del Ministro dell’economia G. Lasso, emanò la legge conosciuta come del “salvataggio bancario” che destinò ingenti risorse dello stato a favore delle banche private. Questo provocò una crisi senza precedenti, ponendo in ginocchio l’intera economia. Inoltre si registrò la svalutazione della moneta nazionale il Sucre a favore del dollaro, che passò da 4.500 a 25.000 sucre in meno di un anno. Le conseguenze furono nefaste, si determinò un’emigrazione massiccia di 3.000.000 di ecuadoriani principalmente verso la Spagna, l’Italia e gli Stati Uniti.

d) A sinistra c’è la debacle dell’economista marxista A. Acosta che raccoglie un 3% sotto tutte le aspettative. Lo stesso candidato ha riconosciuto la sconfitta dal Centro Cultural Mindalae del centro nord di Quito e nello stesso tempo ha chiamato all’attenzione il vincitore Correa degli errori fatti fin qui della erronea “Rivoluzione cittadina”.

ED ORA LA NUOVA LEGGE DI COMUNICAZIONE?

Il Parlamento ecuadoriano

Il Parlamento ecuadoriano

Viste ed ascoltate le ultime dichiarazioni del Presidente neo – eletto si prospetta un’accellerazione delle riforme costituzionali. Correa ha dichiarato che bisogna riformare la Carta Magna per dare maggiore stabilità al paese. Le riforme riguarderebbero la salute, il lavoro, le risorse naturali e i governi locali. Ancor prima però, bisogna emanare la nuova legge di comunicazione che da troppo tempo giace nella Commissione di Comunicazione per l’ostracismo dell’opposizione (nella legislatura passata Alianza PAIS aveva una maggioranza relativa).

E LE ALTRE RIFORME?

Si prospettano alcune leggi che riguardano il CODICE PENALE immutato da 70 anni, la legge sull’acqua e sulla terra per salvaguardare le risorse naturali dalle speculazioni del mercato, il pensionamento per le casalinghe (un contributo mensile per le casalinghe appartenenti a famiglie con reddito basso), la proibizione dell’ingresso e della coltivazione di semi trasgenici o uso limitato degli stessi in base alla podestà del Presidente della Repubblica.

Secondo l’attuale Costituzione vigente (art. 441) sono due le vie, attraverso le quali si possono realizzare modifiche costituzionali. L’articolo 441 recita che: “l’emendamento di uno o vari articoli della Costituzione si possono realizzare sempre che, non alterino la sua struttura fondamentale, o il carattere e gli elementi costitutivi dello Stato, non stabiliscano restrizioni ai diritti e alle garanzie, o non modificano  il procedimento di riforma della Costituzione. Questo può essere realizzato attraverso due vie:

1_Mediante referendum richiesto dalla Presidenza o dal Presidente della Repubblica, o dalla cittadinanza con l’appoggio di almeno l’8% delle persone iscritte nel registro elettorale.

2_Per iniziativa di un numero non inferiore alla terza parte dei membri del Parlamento. Il progetto si trasmetterà in due dibattiti; il secondo si realizzerà in modo non prorogabile entro i 30 giorni seguenti. La riforma si approverà solo se ottiene il consenso dei 2/3 dei membri del Parlamento.”

Quindi non s esclude una nuova chiamata alle urne del popolo ecuadoriano che dal 2006, anno della vittoria di Correa, è già stato chiamato 2 volte per modifiche della Costituzione. La prima si è tenuta nel 2008 per l’approvazione della nuova carta costituzionale (oggi in vigore) che vide il consenso del 75.8%

http://es.wikipedia.org/wiki/Refer%C3%A9ndum_constitucional_de_Ecuador_de_2008

I risultati del Referendum Costituzionale del 2008 in Ecuador_Vittoria con il 75.8%

I risultati del Referendum Costituzionale del 2008 in Ecuador_Vittoria con il 75.8%

e la seconda si ebbe il 7 maggio del 2011 dove venivano avanzate 10 proposte di riforme costituzionali in materia di diritti civili, giurisdizione e lavoro. In quel caso i SI furono il 53.1% e i NO il 46,9%. Staremo a vedere.

http://es.wikipedia.org/wiki/Refer%C3%A9ndum_constitucional_y_consulta_popular_de_Ecuador_de_2011

Le domande del Referendum popolare del 7 maggio del 2011_Vittoria del 53.1%

Le domande del Referendum popolare del 7 maggio del 2011_Vittoria del 53.1%

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