3 febbraio 1989 viene deposto il dittatore del Paraguay Alfredo Stroessner

DITTATURE LATINOAMERICANE – PARAGUAY DI ALFRED STROESSNER 15 agosto 1954 – 3 febbraio 1989

3 febbraio 1989 viene deposto il dittatore del Paraguay Alfredo Stroessner

Alfredo Stroessner

Alfredo Stroessner

“…siamo qui per la dignità, l’onore e la forza delle Forze Armate del paese, per l’unificazione e per la democratizzazione del Paraguay. Siamo qui per il rispetto dei diritti umani, per la difesa della nostra religione cristiana, cattolica e romana…”

Andres Rodriguez

Andres Rodriguez

Questo è un breve stralcio del discorso pronunciato dal Generale Andres Rodriguez in data 3 febbraio 1989 all’indomani del colpo di stato avvenuto in Paraguay ai danni del Generale Stroessner al potere dal 15 agosto del 1954.

Questo evento viene ricordato nel paese sudamericano come la NOCHE DE LA CANDELARIA.

L’arrivo al potere del Generale Alfredo Stroessner pose fine ad un periodo di instabilità nel paese che andava avanti dal 1948. Forte dell’appoggio delle classi conservatrici e dell’esercito il generale darà vita ad una delle dittature più longeve del continente. A rafforzare l’appoggio nei confronti di Stroessner ci furono due eventi che avevano scosso l’opinione pubblica paraguaiana : 1) la guerra civile vissuta nel 1947 2) i movimenti sociali che avevano caratterizzato la vita politica nella vicina Bolivia, dove il Movimiento Nacionalista Revolucionario (MNR) inaugurava una rivoluzione radicale nel 1952. (Con la Presidenza boliviana di Victor Paz Estenssoro venne istituito il suffraggio universale, furono nazionalizzate le miniere di stagno e nel 1953 fu decretata la riforma agraria. L’esperienza rivoluzionaria boliviana del MNR durò fino al 1964, anno in cui un colpo di stato militare portò alla presidenza René Barrientos Ortuño).

Victor Paz Estenssoro

Victor Paz Estenssoro

Stroessner si preoccupò quindi di apparire come il garante di una pacificazione nazionale, evitando le scene di violenza che si erano registrati anni prima.

Fu uno dei più convinti sostenitori della Dottrina della Sicurezza Nazionale in nome della quale i governi “fantoccio” latinoamericani avevano l’obiettivo di annientare qualsiasi forma d’opposizione che andasse contro i piani delle politiche dettate dalle amministrazioni statunitensi.

Tutte le organizzazioni o singole persone che lottavano per rivendicazioni sociali e politiche  progressiste furono catalogate come comuniste o sovversive. Gli scioperi, le riunioni, le manifestazioni furono considerate come azioni che perturbavano l’ordine e la pace dello stato e dovevano essere represse assolutamente attraverso la Polizia di Stato o le Forze Armate. In nome della Sicurezza Nazionale reparti dell’esercito utilizzavano metodi violenti e coercitivi che violavano i più elementari diritti umani. Oltre alle organizzazioni di sinistra furono messe al bando anche settori del cattolicesimo di base che s’identificavano con la Teologia della Liberazione.

Scomparse, torture, violenze sessuali, attentati alla vita, sequestri, intimidazioni e persecuzioni era il quotidiano in tutti i paesi dell’America Latina tra cui anche il Paraguay.

Il rapporto della Commissione Giustizia e Verità (CVJ) in Paraguay durante la dittatura di Stroessner.

Il rapporto della Commissione Verità e Giustizia (CVJ) che ha investigato sulle violazioni dei diritti umani durante il regime di Alfredo Stroessner, rivela che le detenzioni illegali, le torture e le esecuzioni furono alimento quotidiano per tre decenni in Paraguay e permisero al dittatore di permanere al potere senza alcun ostacolo. Durante il periodo 1954 – 1989, il 10% della popolazione paraguaiana fu colpita dalla repressione. I dati parlano di 20.820 detenzioni irregolari, di cui 19.862 risultarono in seguito vittime, il 10% delle persone coinvolte furono private della libertà in modo arbitrario in più di un’occasione. “Il regime realizzò una media di 612 detenzioni per anno quasi 2 detenuti al giorno per 34 anni” questo indica il TOMO II del rapporto che ha raccolto dati e testimonianze durante l’epoca sopra citata.

tortura e morte

tortura e morte

L’Ambasciatore Usa a Montevideo Robert White in una sua dichiarazione davanti al Tribunale di Giustizia del suo paese in merito alle torture prima e all’uccisione del giovane Joel Filártiga dichiarò :”la tortura in Paraguay è la base della repressione, è il cuore del sistema che permette al regime di Stroessner di mantenersi”.

Tra i vari metodi di tortura nel rapporto ci sono una serie di strumenti che vanno dall’asfissia per immersione in acqua fredda (24,4%) dei casi, scariche elettriche per il 19,4%, lavoro forzato il 12,8%, violenze sessuali 11,9% delle donne detenute mentre il 78.1% dei detenuti furono maltrattati con colpi senza strumenti come calci pugni etc, etc. Inoltre 16.675 persone furono sottoposte a pressioni psicologiche. I desaparecidos paraguaiani furono 485, di cui 337 vittime per scomparsa forzata, 59 per esecuzioni extragiudiziaria.

di Davide Matrone

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