Dialogo di pace in Colombia…1 parte.

ARTICOLO SCRITTO SUL GIORNALE ECUADORIANO “EL TELEGRAFO” IN DATA 09 – 11 – 2012

bandiera colombiana

bandiera colombiana

Il 18 ottobre del 2012, sono cominciati, ad Oslo, uno dei processi più importanti per risolvere il conflitto in Colombia. Il governo di Juan Manuel Santos e le FARC, dopo lunghe e segrete conversazioni, hanno deciso di sedersi per dialogare e risolvere il conflitto armato che vive la Colombia da oltre 50 anni. Il dialogo continuerà a Cuba a partire dal prossimo 15 novembre.

Il giornale ecuadoriano EL TELEGRAFO ha incontrato via internet i delegati Plenipotenziari delle FARC – EP (Ivan Marquez, Ricardo Téllez, Jesus Santrich, Marcos Calarca e Andrés Paris) all’Avana rivolgendogli alcune domande.

Quali sono stati i principali argomenti per cominciare un nuovo processo di dialogo per la pace in Colombia?

Da sempre abbiamo cercato un’uscita dialogata al conflitto sociale e armato che vive la Colombia. Le bandiere della pace appartengono al popolo di cui noi siamo parte sostianziale. Dopo oltre 50 anni di fracasso dello Stato e dei governi che si sono avuti nella lotta controinsorgente, ora mostrano un realismo politico e militare. Ci cercano per dialogare e incontrano un interlocutore disposto a farlo, tenendo in considerazione che c’è volontà politica dalla contraparte che si potrà arrivare ad una pace e giustizia sociale.

rappresentanti delle FARC - EP / Jesus Santrich, Ivan Marques e Andres Paris

rappresentanti delle FARC – EP / Jesus Santrich, Ivan Marques e Andres Paris

In che momento e quali sono stati gli elementi che hanno inciso affinché Juan Manuel Santos decidesse di considerarli come forza belligerante e non più come terroristi?

Ci tratta per insorgenti perché obbligati dalla realtà. Il compimento del compromesso di annentarci miliarmente, voluto dal passato governo davanti alla Casa Bianca è fracassato, come sono fracassati i programmi precedenti imposti: IL PLAN COLOMBIA e le sue varianti, IL PLAN CONSOLIDACION, tra gli altri, obbligando l’oligarchia a riconoscere l’esistencia del conflitto sociale e armato che affronta il paese. Questa realtà ha obbligato il riconoscimento di fatto del nostro carattere di forza belligerante, sebbene loro non vogliano riconoscerlo legalmente, nonostante il fatto che noi abbiamo tutti i requisiti per esserlo : siamo un’organizzazione politico – militare con un comando centrale; ci giudiamo attraverso le nostre forze organizzative e disciplinari; siamo presenti in tutto il territorio nazionale; i nostri combattenti vestono uniformi e portano visibilmente armi ed abbiamo un programma rivoluzionario della Nuova Colombia, La Patria Grande e Socialismo.

Molti analisti, di tendenza liberale, dicono che voi vi sedete a dialogare perché vi trovate in una situazione di “sconfitta strategica”.

Con i vinti o gli sconfitti non si dialoga. Si impone la volontà del vincitore. Questa è l’essenza della guerra.

E’ legittimo sedersi e negoziare con uno Stato che più volte ha attuato in accordo ai lineamenti degli USA e di considerare l’America Latina un luogo dove appropiarsi delle risorse naturali attraverso esperimenti bellici?

Le FARC – EP non stanno negoziando nulla, perché nulla hanno da negoziare. Dialoghiamo con il governo alla ricerca di un’uscita politica dal conflitto sociale e armato. La permanente ingerenza degli USA e altre potenze in Collmbia è una delle cause fondamentali della guerra che subisce il nostro popolo. Senza questo abbondante aiuto militare ed economico (la Colombia è il terzo paese al mondo come recettore di aiuti militari USA) l’esercito ufficiale sarebbe già collassato. Lo stato colombiano, compiendo gli ordini degli USA, dichiara la guerra e la sviluppa. Sono gli USA, che dovrebbero fermarla. E’ con loro che dobbiamo intenderci. I vietnamiti mentre affrontavano la guerra d’aggressione della Francia e dopo degli USA, dialogarono con i loro aggressori senza abbandonari i principi. E’ un insegnamento da prendere in considerazione.

Il Presidente Colombiano Juan Manuel Santos

Il Presidente Colombiano Juan Manuel Santos

Voi sapete qual è la posizione ufficiale del Governo di BARACK OBAMA su queste negoziazioni di pace? Avete trattato questo argomento con il governo colombiano prima delle conversazioni?

Voci del Dipatimento di Stato degli USA si sono congratulati cn Juan Manuel Santo per aver iniziato le conversazioni. Prima del viaggio della delegazione delle FARC – EP ad OSLO, ci fu una inusuale dichiarazione dello stesso Dipartimento, e successivamente un prudente comunicato. Sarebbe stato buono che nell’ultima apparizione pubblica durante la campagna elettorale in tv, Obama si fosse occupato di America Latina e sul conflitto colombiano. Obama ha parlato dei suoi desideri di pace in Colombia affermando che il conflitto si risolve solo quando le FARC- EP lasciano le armi

In che misura la presenza di delegati ex militari al tavolo della negozazione cambia positivamentele condizione per arrivare ad un accordo di pace?

Nei processi di dialoghi precedenti hann partecipato alcuni generali che si erano ritirati, come il caso del Generale Forero Delgadillo, o del Generale Joaquin Matallana, che essendo colonnello capeggiò l’attacco nella regione di Marquetalia. Oggi presenziano al tavolo del dialogo due degli uomini che hanno scommesso per la sconfitta militare della nostra organizzazione.

Prima di continuare con i punti da trattare dell’agenda del dialogo, vorremmo sapere due cose: C’è consenso all’interno delle Farc che ci sia un dialogo e l’abbandono delle armi?

La bandiera della pace è nostra. Dalle nostri origini abbiamo posto soluzioni differenti alla guerra. E’ parte della nostra linea politica. Questo è un processo che è appena cominciato Ogni punto dell’agenda contempla un sotto – punto che dovrà svilupparsi con creatività per incontrare formule di accordo che devono cominciare a plasmare la vita pratica della società colombiana.

E la seconda : Considerate ancora la lotta armata come alternativa militire e politica mentre nella maggior parte dei paesi, soprattutto nel sud america, ci sono processi politici che i più ottimisti hanno qualificato come progressisti? Voi come considerate questi processi?

I popoli de Nuestra América e del mondo hanno diritto a lottare per i propri interessi. La forma di lotta è decisione di ogni popolo consultando le realtà che vive. Le Farc – Ep non sono i pioneri della lotta armata specificamente, questo non nasce per decreto di nessuno. Obbedisce a fattori molto specifici di ogni società. Come rivoluzionari ci facciamo solidarietà con tutte le lotte dei poveri della terra.

In Colombia si permette di fare politica in un altro modo. Il carattere violento, assassino e sanguinario delle appartate elite nazionali, piegate alle politiche del Pentagono (uno Stato violento che utilizza il terrorismo come metodo preferito di dominazione), cosi lo confermano. Una linga lista di altri fattori fa si che il nostro paese sia terra fertile per l’espressione armata della lotta, e senza andare lontani, la disuguaglianza sociale. Il nostro paese occupa il vergognoso quarto posto sulla lista a livello mondiale. E cosa dire della corruzione? I nostri governanti, non rispettano nessuna norma morale, molto meno quelle etiche. In altri paesi della Patria Grande si danno processi nei quali ci sono governi che consultano e rappresentani gli interessi popolari, tutta la nostra ammirazione e solidarietà per loro. Tra le altre cose ci sono cose che influiscono positivamente questo nuovo intento di uscita dialogata del conflitto.

Uno dei puntbasici dell’agenda del dialogo è il tema agrario. Se consideriamo che nessun paese latinoamericano ha fatto una riforma agraria, che cosa vi porta a pensare e pianificare il Programma Agrario delle FARC può incontrare eco nel governo di Santos che ha proposto una legge di sviluppo rurale? Quali saranno i punti che faranno avanzare un accordo in questo tema?

Non è solo il Programma Agrario dei Guerriglieri, approvato nel 1964 e che segue assolutamente vigente, ma ha avuto delle modifiche nel frattempo checercano di costruire soluzioni che garantiscono i diritti dei contadini, degli afrodiscendenti e degli indigeni, consultando i concetti della terra e dello sviluppo sostenibile che oggi il capitalismo minaccia. Dall’altra parte, il discorso pronunciato ad Oslo dal Comandante Ivan Marquez a nome delle FARC – EP  e firmato dal Segretaria Nazionale dell’Organizzazione denuncia la truffa della cossidetta legge di restituzione delle terre, attraverso la quale si vuole pretendere di legittimare la privazione di migliaia di ettari.

I Parte…..

Redazione del TELEGRAFO.

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