Quando a San Lorenzo….(1)

Quando a San Lorenzo….(1) Uno dei viaggi che ricordo con immenso piacere è quello fatto a San Lorenzo, in Ecuador. Siamo nella parte nord del paese a pochi chilometri dalla Colombia. San Lorenzo e Borbòn sono due realtà ritenute pericolose, in quanto ubicate nella zona di conflitto della frontiera Ecuador – Colombia.

Mappa dell'Ecuador - zona nord frontiera con la Colombia

Secondo il Convegno sulla Delimitazione delle Aree Marine e Sottomarine e di Cooperazione Maríttima celebrato tra l’ Ecuador e la Colombia, il 23 agosto del 1975, il limite maríttimo tra i due stati è stabilito dalla línea del parallelo geografico che taglia il punto nel quale la frontiera internazionale terrestre ecuadoriana-colombiana arrriva  fino al mare. Inoltre, il Trattato dei Límiti tra l’ Ecuador e la Colombia del 1916 ha stabilito che la frontiera internazionale terrestre parte dalla bocca del fiume Mataje, nell’ Oceano Pacífico.

Parto in compagnia di alcuni colleghi italiani. L’atmosfera è quella giusta cioè rilassata, con la voglia di conoscere e divertirsi. Si parte da Quito, in uno dei bus che attraversano il paese. Quando si parte c’è un mondo fatto di persone, bagagli, colori e odori particolari. In questo bus c’è tanta gente nera. La costa ecuadoriana è prevalentemente abitata da gente nera, eredi degli schiavi deportati dall’Africa nei secoli passati. Ognuno porta carichi leggeri, pesanti, merci, cibo, coperte e cuscini per la notte. Ci sono ovviamente i turisti – “los gringos” come veniamo chiamati qui nel paese.

Il viaggio dura più o meno 7 – 8 ore. Di notte si dorme e il viaggio non si avverte assolutamente.

Si arriva a San Lorenzo alle prime ore dell’alba, la città si sta svegliando e al terminal c’è già qualche passeggero che attende i primi bus in partenza. I bar stanno aprendo e le botteghe pure. Come sempre c’è sempre qualcuno che dorme buttato su qualche panchina o per terra. Le prime bancarelle cominciano a sistemarsi fuori e dentro la stazione. Qualcuno comincia a friggere.

Ci addentriamo nel paese in cerca di un ostello barato (economico). Noi viaggiamo cosi qui in sud america, all’avventura e alla ricerca di qualche luogo dove dormire a poco e niente. Ovviamente lo troviamo, dopo aver fatto vari giri. Un ostello di fronte al rio a 5$  per ogni notte. L’affare è fatto.

Andiamo a fare un giro per il porto.

Qui le barche ormeggiate cominciano ad uscire. Alcune servono per la pesca, molte ancora invece per il trasporto cittadino. Qui la gente si sposta da un pueblito (paesino) all’altro su piccole e medie imbarcazioni.

il porto di San Lorenzo

il porto di San Lorenzo

Giù al porto parliamo con alcuni pescatori, conversiamo del posto, dei luoghi da visitare e come raggiungere la frontiera colombiana. La zona è zeppa di piccoli villaggi che costeggiano il rio San Lorenzo. C’è San Mateo, Limones ed altri pueblitos. Per arrivare alla frontiera con la Colombia ci serve meno di un’ora però ci avvertono che è pericolosa e che bisogna stare attenti una volta giunti lì. Decidiamo cosi di partire. Ci imbarchiamo e insieme al popolo cominciamo la salita del rio. Una vegetazione fitta e viva ci annuncia di essere entrati nello spendido Rio di San Lorenzo, lo percorriamo che curiosità.

spiaggia di San Lorenzo

spiaggia di San Lorenzo

Dopo circa 25 minuti giungiamo su una spiaggia semideserta. C’è una capanna costruita sulle rive del fiume ed una signora ci vede dalla riva. Decidiamo di fermarci lì, il luogo sembra accattivante. Una volta approdati ci facciamo un giro in spiaggia. Ci accorgiamo che la signora è in compagnia di un bambino nero (cioè suo nipote) e di suo marito. Nel frattempo ci accolgono anche due ragazzi colombiani. L’atmosfera si fa più gradevole.

albero secolare

albero secolare

La signora che si chiama Donna Maria, ci invita a restare lì con loro e mangiare del pesce fresco pescato da suo marito e cucinato da lei. L’invito è immediatemente accettato. Solo le 10,30 e mancano alcune ore per pranzare. Che si fa? Ma nemmeno il tempo di chiedeselo che subito ci siamo addentrati nella fitta vegetazione che circonda la spiaggia.

Il piccolo si arrampica su un albero con un’agilità felina e ci offre del cocco bello e fresco e noi lo accettiamo e lo beviamo con molto piacere.

cocco bello....

cocco bello….

 

cocco fresco...

cocco fresco…

 

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