L’Ecuador ratifica la sua posizione di fronte alla minaccia del Regno Unito / Comunicato n 43 del Ministero degli Esteri dell’Ecuador

L’Ecuador ratifica la sua posizione di fronte alla minaccia del Regno Unito

Comunicato n 43 del Ministero degli Esteri dell’Ecuador

Il Ministro degli esteri dell'Ecuador Ricardo Patiño

Il Ministro degli esteri dell’Ecuador Ricardo Patiño

Vogliamo ratificare, con tutta fermezza, la posizione dell’Ecuador rispetto alla minaccia che ieri mercoledí 15 agosto, il Governo del Regno Unito ha manifestato contro il nostro paese.

Non possiamo permettere che il percorso di studio e conversazione amichevole fin qui realizzato con il Regno Unito, venga intorpidito da una comunicazione ufficiale di aggredire pubblicamente l’Ecuador, in merito alla richiesta d’asilo politico di J. Assange.

Non possiamo, inoltre, permettere che la reazione di voci ufficiali del Regno Unito, rispetto alla nostra lamentela pubblica per il comportamento improprio, si riduca ad una allegra dichiarazione nella quale si dice :” loro sono stati onesti con la loro posizione”.

L’Ambasciata Britannica ha consegnato ufficialmente alla nostra Cancelleria un comunicato che si esprime in questi termini:

-“Dovete essere coscienti che c’è una base legale del Regno Unito – la legge sulle istallazioni Diplomatiche e Consolari del 1987 (Diplomatic and Consular Premise Act 1987) – che ci permetterebbe di prendere azioni per arrestare il Signor Assange nelle sue istallazioni attuali”.

– “Sinceramente speriamo di non arrivare a questo punto, però se voi non potete risolvere la vicenda della presenza del Signor J. Assange dalle istallazioni, questa vicenda resterà un caso aperto per noi”

Quello che appare al Governo, manifesta l’aperta intenzione di utilizzare in modo discrezionale diversi strumenti normativi in ambito statale, con l’uso della forza come metodo di risoluzione di una situazione che fino ad ora, si era articolata attraverso lacci amichevoli e strettamenti diplomatici.

Durante le conversazioni mantenute in merito al caso di J. Assange, il Regno Unito non ha ceduto un passo nel trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti. In questo contesto, la nota consegnata ieri sera è un chiaro e offensivo attacco al diritto che ha l’Ecuador, come paese sovrano, di decidere su una richiesta di protezione diplomatica al cittadino che l’ha formulata; liberi da coazioni, da pressioni o manipolazioni di alcun tipo.

È il caso di ricordare che tra vari precedenti denunciati davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU – di cui il Regno Unito è membro permanente – per azioni intrusive in sedi diplomatiche, si trova la recente nota della stampa SC/10463, emessa il 29 novembre del 2011. In questo caso, il paese interessato fu precisamente il Regno Unito e come apporto legale si è applicato, questa volta si, la Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 1961 e che il suddetto trattato stipula rispetto dell’inviolabilità del personale e dei locali diplomatici e che deve essere rispettata e protetta in tutti i casi dagli Stati firmanti.

È anche il caso di menzionare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n 457 del 4 dicembre del 1979 e la n 461 del 31 dicembre del 1979, alla radice della crisi nell’Ambasciata Usa a Teheran. Nuovamente la Convenzione di Vienna fu lo strumento legale per pronunciare una condanna contundente all’attuazione di uno Stato rispetto alla situazione del personale e dei locali diplomatici di un terzo paese.

Pertanto non possiamo accettare il doppio comportamento utilizzato dalle autorità britanniche nel caso specifico. Nessuna legge in ambito nazionale può essere utilizzata per giustificare, in nessun caso, un’azione intrusiva nei locali diplomatici di nessun paese del mondo. E meno ancora, può servire per emettere minacce esplicite e ricatti che cercano di torcere la volontà di un paese sovrano.Questo mai!

Davanti a questa azione, che suppone un pericolosissimo precedente per qualsiasi paese del nostro continente e del mondo, l’Ecuador ha richiesto immediatamente agli organismi regionali, OEA, ALBA e UNASUR, la convocazione di riunioni di alto livello per trattare questa minaccia e coordinare una risposta a livello regionale che non lasci nell’impunità un simile atto. Domenica prossima avremo una riunione dell’UNASUR a Guayaquil.

In questo senso, nel conseguire una forma chiara e comune davanti a questo tipo di azioni, l’Ecuador vuole ringraziare pubblicamente le manifestazioni d’appoggio e solidarietà che molti paesi, leader politici, attivisti sociali hanno espresso, attraverso vari canali, dal pomeriggio di ieri. Malgrado le risposte non soddisfacenti da parte del Governo Britannico fino a questo momento, questa Cancelleria non ha ricevuto nessuna scusa, smentita o ratificazione. Pensiamo che il clamore d’appoggio rafforzi la nostra indole di ferma risposta legata ai principi elementari del diritto e del rispetto tra paesi uguali.

L’Ecuador è uno stato libero e democratico, non soggetto a tutele esterne di nessun tipo, indipendente da interessi estranei al suo popolo, sovrano nelle sue decisioni politiche ed economiche. Nello stesso tempo corrobora la sua posizione di rispetto al diritto internazionale e il dialogo tra stati sovrani per la risoluzione del conflitto.

Comunicato n 0043

del 16 agosto 2012

traduzione di Davide Matrone

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Una risposta a L’Ecuador ratifica la sua posizione di fronte alla minaccia del Regno Unito / Comunicato n 43 del Ministero degli Esteri dell’Ecuador

  1. antonio ha detto:

    Ho detto e ripeto che la sudditanza del regno unito alla bandiera stelle e striscie e totale,niente contano le accuse svedesi di stupro,il problema è, che gli usa vogliono Assange perchè ha osato pubblicare articoli scomodi ai padroni del mondo. Chi ha un po di anni e memoria ricorderà quante migliaia di persone dei cosi detti paesi comunisti si sono riffugiati nelle ambasciate dei paese occidentali,il “crimnale” bolsevismo non si è mai pemesso di minacciare quei paesi di assaltare le ambasciate,ma i falsi democratici sì.

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