Il Venezuela e le prossime elezioni presidenziali ott. 2012 _ “La sua vittoria è la nostra vittoria!”. Lo dice Luis Inácio Lula da Silva

Intervista a Mario Neri del Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci” di Caracas

Intervista a Mario Neri - Circolo Bolivariano di Caracas

Intervista a Mario Neri – Circolo Bolivariano di Caracas

El expresidente brasileño Luiz Inácio Lula da Silva, que participó en la clausura del Foro a distancia mediante un video, también apoyó la candidatura de Chávez.

“Chávez, cuenta conmigo, cuenta con nosotros desde el PT (Partido de los Trabajadores, de Brasil), cuenta con la solidaridad de la izquierda, de cada demócrata y de cada latinoamericano: tu victoria será nuestra victoria”, dijo Lula, que a la vez pidió a los partidos de izquierda “unidad en la diversidad”.
http://www.elnuevodiario.com.ni/internacionales/257147

Foro Sao Paulo Caracas Venezuela 2012 Mensaje de Lula a Chávez. Ricardo Patiño. josé Balaguer PCC

Mensaje del Ex Presidente Lula Da Silva al XVIII Encuentro del Foro de Sao Paulo Mensaje del Ex Presidente Lula Da Silva al XVIII Encuentro del Foro de Sao Paulode MinCIoficial1 15625 reproducciones

http://www.youtube.com/watch?v=wjbb3HSjS5s

Come e quando nasce il Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci” di Caracas?

Il circolo bolivariano “Antonio Gramsci” nasce nel 2002.

In quell’anno ci fu un convegno di solidarietà internazionale col Venezuela a Caracas e da Cuba venne un teologo della Liberazione italiano di nome Giulio Girardi, morto recentemente.

Dopo il suo intervento la comunità italiana si incontrò con Giulio e cominciò a conoscersi, a confrontarsi e da quel momento abbiamo continuato a riunirci e a organizzarci in gruppo. Al principio, tra le discussioni affrontate, ci fu anche il nome da dare al circolo italiano; tra i personaggi menzionati ci fu Garibaldi, poi Mazzini e alla fine la scelta cadde su Antonio Gramsci per la sua forte vocazione internazionalista.

Dal principio abbiamo cominciato a lavorare facendo controinformazione e di far conoscere all’esterno la realtà Venezuelana. Questo è stato ed è l’obiettivo ancora oggi. Abbiamo scritto e contestato, nel corso degli anni, agli innumerevoli articoli infamanti che venivano scritti contro il Venezuela. Devo dire che purtroppo tra questi c’erano anche molti proveniente dai nostri giornali cosiddetti progressisti.

Parliamo del processo político e sociale in atto Venezuela. Quali sono stati gli obiettivi raggiunti dal popolo veneuelano nel frattempo e come segue oggi.

Beh, per risponderti a queste domande ci vorrebbero dei libri interi.

Cominciando da un particolare interessante. Siamo il paese con il più alto record di pubblicazioni di libri degli ultimi 10 anni e non solo libri che trattano esclusivamente del processo politico ma anche quelli di cultura generale e universale. Abbiamo distribuito libri nei parchi come per esempio “I miserabili” di Victor Hugo”, “il Don Chisciotte della Mancia” di Cervantes Lo stato ha cominiciato a distribuire alle famiglie scatole di libri di cultura generale. Poi ci sono state le varie Missioni che sono aumentate anno dopo anno come “Misión Barrio Adentro 1, 2, 3…” . Queste missioni hanno interessato i vari aspetti della vita quotidiana del popolo venezuelano come il miglioramento dell’assistenza sanitaria, lo sviluppo dell’educazione. In un anno e mezzo abbiamo debellato l’analfabetismo. L’ONU ha dichiarato il Venezuela paese libero dall’analfabetismo.

Il processo continua ancora oggi, nel senso che la stessa gente che ha imparato a leggere e scrivere con le prime missioni, ha proseguito facendo parte di altri progetti sociali governativi che gli hanno permesso di terminare le scuole elementari, le scuole tecniche e poi l’università.

La popolazione appoggia realmente il processo boliviariano?

La matematica è una scienza perfetta e in tredici elezioni svolte ne abbiamo vinto dodici. Quella persa è stata quella del 2007 quando la riforma costituzionale di Chávez fu bocciata con il 50.7% contro il 49.3%. Quindi, a parte questa sconfitta, vuol dire che la gente appoggia la rivoluzione bolivariana. Questo sostegno è dovuto dal fatto che la gente ha ricevuto dei benefici da questo progetto politico. Come diciamo noi lì, grazie alla nazionalizzazione del petrolio ad ognuno è arivata una goccia di petrolio. La goccia è arrivata a tutti quanti attraverso le borse di studio, il miglioramento della sanità pubblica, una casa. In merito a questo ultimo aspetto è stata istituita la Missione Vivienda che pretende di costruire 3 milioni di case in 7 anni. Si è dichiarata la casa come un diritto umano per tutti.

Invece parlando dell’attualità e delle elezioni che si avvicinano (in ottobre ci saranno le elezioni presidenziali in Venezuela ndr) si parla di uno scarto del 20% tra i due candidati. Cosa pensi del nuovo programma proposto da Chávez e del candidato antagonista Henrique Capriles Radonsky.

Per prima cosa bisogna dire che dei due candidati chi ha presentato un programma è stato Chávez perché l’altro non ha presentato nulla. Nel nuovo programma del Presidente c’è la radicalizzazione del processo ed è una proposta di programma che parte dalla base del partito. Abbraccia molti punti in generale peró l’elemento di novità, che a me è piaciuto molto, è quello relativo all’ecologia. In questa campagna elettorale, i problemi dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile, del rispetto della natura vengono affrontati con energía nuova ed io che sono tendenzialmente un ecologista devo sostenere questa battaglia.

L’altro candidato scimmietta Chávez e nonostante la sconfitta nei sondaggi, sta cercando di cammufarsi e di presentarsi come un socialdemocratico difendendo le missioni del governo. È assurdo, la destra che da sempre ha ostacolato queste politiche sociali, adesso sta dicendo che perfezionerà queste missioni, che le renderà accessibili a tutti.

Questa è una enorme bugia!

Addirittura sulla proprietà privata hanno detto che loro daranno i titoli di proprietà.

Ci accusano di essere un governo che è contro la proprietà privata quando in realtà lo stesso governo bolivariano è stato quello che ha dato più proprietà che nessun altro governoprecedente. Oggi in Venezuela c’è più gente che ha la casa di proprietà o il suo terreno grazie alla riforma agraria.

Si è vero, siamo contro la proprietà privata quando si mette contro gli interessi della nazione ed in quel caso lo stato interviene. Per esempio se un latifondista propietario di migliaia e migliaia di ettari di terra incolta, lo stato venezuelano (come tutti gli stati del mondo) ha diritto di espropriazione.

L’accusa classica della contro – parte è quella di accusare Chávez di essere un dittatore perché concentra molti poteri ed ha una maniera di confrontarsi autorevole e autoritaria. Tu come rispondi a queste affermazioni?

Si defeinisce la democrazia venezuelana come una democrazia partecipativa e non rapprersentativa e quindi questo vuol dire che chi fa la democrazia non sono solo i rappresentanti del popolo ma anche quest’ultimo organizzato in gruppi social o in consigli comunali. Questo è un punto fondamentale.

In Venezuela, dare potere al popolo non è una demagogia o uno slogan infatti sono nati i Consigli comunali “las comunas” che sono esempi chiari di partecipazione popolare. Inoltre lo stato sovvenziona i poteri comunali per la creazione di imprese produttive, per  la creazione di strade e di opere pubbliche. Lo stato interviene mettendo a disposizione i mezzi tecnologici e personale qualificato.

Quindi non possiamo accusarlo di dittatura anzi lí c’è troppa democrazia.

Nell’ultima dichiarazione dell’ex – presidente brasiliano Lula ha smentito tutte queste cose. Lula  ha dichiarato che Chávez è l’esempio ed è il pioniere dello sviluppo e dell’integrazione latinoamericana. Ha dichiarato, inoltre,che c’è fin troppa democrazia nel nostro paese e che la vittoria prossima in ottobre di Chávez sarà la vittoria di tutta l’unità dell’America Latina.

Giornata di Solidarietà Internazionale con la Rivoluzione Bolivariana Venezuelana

Giornata di Solidarietà Internazionale con la Rivoluzione Bolivariana Venezuelana

E allora relazionandoci all’intero continente latinoamericano. Continua ancora questa ventata di riforme, questo processo di rivoluzioni in atto e Chávez rappresenta la punta di diamante dell’ala più radicale. Quanto è cambiata l’America Latina con la presenza di Chávez in Sud America da un punto di vista sociale e politico?

Guarda ti faccio un solo esempio. Quando dieci anni fa c’è stato il tentativo degli U.S.A. di imporre l’ALCA (Área de libre comercio de las Américas) ai paesi latinoamericani, Chávez propose l’ALBA (Alianza Bolivariana para los pueblo de Nuestra América) come mercato alternativo. In quel momento rappresentó l’unica voce dissidente. Nel frattempo si è aggiunto il Nicaragua, la Bolivia, Cuba (che c’è sempre stata), l’Ecuador, poi prima del colpo di Stato l’Honduras, l’Argentina e il Brasile. Quindi lo scenario è cambiato e Chávez è stato (e continua ad essere) il pioniere dell’unificazione dell’America Latina.

Lui parla della Patria Grande però non sono solo a chiacchiere.

Ha creato TELESUR, RADIOSUR, il BANCO DEL SUR e la MONETA DEL SUR che è il SUCRE. Bisogna riconoscergli la lotta per l’autoderminazione e per l’unificazione dell’America Latina.

Attualmente è il continente che cresce annualmente e che non vive la crisi che vive l’Europa. È l’unica realtà continentale che mette in discussione il neoliberismo e il capitalismo a livello mondiale. Quindi una risposta al neoliberismo da sinistra si puó dare, e si sta dando.  L’Ecuador e il Venezuela sono due paesi gemellati e i due presidenti collaborano molto. Cosa ne pensi di questa situazione?

Io dico che il Venezuela ha aiutato molto gli altri paesi ma è anche vero che lo stesso è stato aiutato dagli altri paesi è questa ha fatto si che oggi la voce di dissenso al neoliberismo non rappresenti la unica voce nel deserto. Per esempio, si è aggiunta la posizione di Correa che è un grande stratega a mio avviso. Correa è una persona degna. Quando è giunto al potere ha trovato un paese  totalmente soggiogato dalle logiche neoliberiste ed è stato capace di fare un discorso di liberazione di carattere progressista. Con Chávez si sono intesi perfettamente e non è un caso che ci sono stati dei tentativi di colpo di stato proprio in questi due paesi.

Però la realtà latinoamericana è ormai un fatto. A me piace di Correa quando dice che in questo momento non c’è solo un cambio d’epoca ma c’è un’epoca che sta cambiando e questa cosa è veramente certa. Noi la viviamo sulla nostra pelle, gli interscambi sociali ed economici non sono realizzati solo attraverso le monete convenzionali ma anche attraverso il baratto.

di Davide Matrone

Luglio 2012

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Una risposta a Il Venezuela e le prossime elezioni presidenziali ott. 2012 _ “La sua vittoria è la nostra vittoria!”. Lo dice Luis Inácio Lula da Silva

  1. Giorgio Riparbelli ha detto:

    Cari Amici, voi avete un compito grande di informazione, rispetto ai media del pensiero unico che omettono o distorcono la realta’ del risveglio latino americano.
    Percio’ vorrei che prestaste attenzione ad un suggerimento che si rivelerebbe anche uno strumento di intervento millitante di eccezionale portata.
    Su Youtube gira un film dal nome “THE REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISED” che e’ la cronaca dall’interno, del Golpe antichavista del 2002.
    Lo ha girato una troupe irlandese che si trovava a Miraflores per tutt’ altri motivi.
    Alcuni punti fondamentali sono:1) il complotto che preparo’ il Putch (lo stesso, nei fondamentali del Guatemala 1954) e la provocazione 2) l’immediato sostegno USA 3) L’immediata, immensa risposta popolare che lo svento’ 4) il commovente rientro di Chavez e il suo discorso conciliatorio e costituzionalista 5) Il trattamento riservato ai golpisti estremamente clemente e ultragarantista, che permette a uno dei putchisti (H.Capriles) di guidare le elezioni contro Chavez, e ad un vescovo della camarilla golpista (lo vedete nel film) che oggi emette una nota dei vescovi in favore delle opposizioni (V. http://www.radiovaticana.org del 16/07/12).
    IL PUNTO E’ CHE POTRESTE FARVI CARICO DELLA TRADUZIONE DEL FILM CHE E’ IN LINGUA INGLESE (un inglese molto facile). prima di diffonderlo sul web o proiettarlo ovunque abbiate un rapporto con un pubblico.
    Io ho finito, e non credo di avere dato un consiglio inutile. Inutile e’ che un film cosi’ straordinario vada sprecato.
    Un abbraccio e buon lavoro. giorgio.

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