Ignacio Ramonet en Quito. Conferencia en la Capilla del Hombre sobre “La explosión del periodismo”

Ignacio Ramonet en Quito. Conferencia en la Capilla del Hombre sobre “La explosión del periodismo”

Ignacio Ramonet (1943) nació en Redondela, Pontevedra (España). Doctor en Semiología e Historias de la Cultura en la Ércole de Hautes Éstudes en Sciences Sociales de París, ha desarrollado una vasta y prestigiosa carriera periodística; desde 1990 hasta 2008 dirigió la edición francesa de Le Monde Diplomatique y desde ese año, la edición en español. Confundador de la organización no gubernamental Media Watch Global (Observatorio Internacional de Medios de Comunicación), fundador y presidente de honor de la organización ATTAC. Es uno de los promotores del Foro Social Mundial de Porto Alegre. Ramonet es autor y coautor de una veintena de libros, de los que, entre otros se cita: Un mundo sin rumbo (1997), La tiranía de la comunicación (1998), La golosina visual (2000), Marcos la dignidad rebelde (2001), Guerras del siglo XXI (2002), Irak: historia de un desastre (2005), Fidel Castro: biografia a dos voces (2006), París rebelde: guía política y turística de una ciudad (2008) y La catastrofe perfecta: crisis del siglo y refundación del porvenir (2010).

 

El impacto del meteorito “internet”, comparable al que hizo desaparecer s los dinosaurios, está provocando un cambio radical de todo el “ecosistema mediático…”

La información ya no circula en un solo sentido. La lógica “vertical” que caracterizaba a la relación entre medios de comunicación y los lectores cada vez es más “horizontal” o circular.

La masa de información está explotando y las fuentes de contenidos están viviendo una competencia implacable.

Dado que la fiabilidad de los medios de comunicación se reduca a medida que la información prolifera, está surgiendo un fenómeno nuevo: “censura democrática”.

Los lectores continúan reclamando su derecho a una información fiable y de calidad, cuestión que hoy es más importante que nunca para los ciudadanos y para la democracia.

Estamos pensando “de una sociedad del espactáculo o sociedades de espectadores – actores”.

Ignacio Ramonet en Quito 14 de mayo 2012

Ignacio Ramonet en Quito 14 de mayo 2012

Bisogna cambiare questo potere dell’oligarchia detentrice di latifondi mediatici. Cosi come tempo fa si reclamava la riforma agraria contro i latifondisti della terra, perché la terra era la ricchezza, ora bisogna condurre la battaglia per la riforma mediatica. Giá i latifondi mediatici non si giustificano, è necessario che ci sia un settore pubblico e comunitario sviluppato. La missione di questo quinto potere è quello di condurre una critica sistematica, onesta e rigorosa dei mezzi di comunicazione, senza utilizzare le stesse risorse che utilizzano le grandi lobby mediatiche come la tergiversazione, la bugia, l’usurpazione, l’occultamento. Al contrario, dimostriamo con tutto il rigore che si può fare una comunicazione, un’informazione ed un giornalismo di qualità e con un senso civico.Tra i giovani nelle aule universitarie c’è una preoccupazione: quella dell’oggettività dell’informazione. I mezzi son sempre più soggettivi e legati ad interessi particolari. Il potere vuole manipolare l’informazione per manipolare le masse. Come fare?. Con chi ci dobbiamo alleare affinché l’oggettività giornalistica sia vincente?.

Il conseguimento della verità rappresenta sempre una lotta e non possiamo immaginare una società nella quale ci sia la verità perfetta anche perché, a mio avviso, ci troveremmo in una società che ci disgusterebbe. La verità risultà dal dibattito, dalla discussione, dal confronto. La verità è qualcosa di più complicato del fatto in sé e per conseguenza quello che dobbiamo reclamare è la diversità, la pluralità. É normale che ci sia diversità, che ci sia pluralità, e che ci sia complessità di opinioni  e penso che non solo sia normale ma anche necessaria e indispensabile. Bisogna dire però  che ognuna di queste opinioni si devono esprimere in base ad un’onestà intellettuale e non mediante le ingiurie, gli insulti, le bugie, i documenti falsi perché altrimenti non ci troveremo in un dibattito nel quale avanzi la verità.

È giusto che ci sia dibattitto sulla verità, che ci sia opposizione ed è a questo che ci stiamo battendo per più democrazia, stiamo lotando per una cittadinza più esigente, normale che faccia domande, che si interroghi e che partecipi. Nessuno sta pensando alle società di un tempo nella quale c’erano i governanti da un lato e dall’altra parte cittadini che obbedivano. Questa non è la società che vogliamo, non è la società che certamente vuole la “Revolución Ciudadana”.

Ignacio Ramonet y el periodista ecuatoriano Ramiro Diez

Ignacio Ramonet y el periodista ecuatoriano Ramiro Diez

Marco Antonio Arroyo, comunicatore sociale dell’Università Centrale dice :”I governi progressisti latinoamericani pretendono di cambiare l’informazione dei falsi mezzi di comunicazione e hanno subito tenaci resistenze da parte delle imprese mediatiche e da parte di un settore impreparato del popolo. Perché non scrivere su di loro perché non educare i  non – informati. 

Diciamo che si sta scrivendo abbastanza su questo in America Latina che per molti aspetti rappresenta oggi l’avanguardia della sinistra internazionale e su questo non c’è dubbio però è la prima volta che la sinistra mondiale guarda all’America Latina e s’ispira delle innovazioni politiche, in termini di scienze politiche che si sono sviluppate nell’intera regione. E dal punto di vista della guerra mediatica, l’America Latina ha un realizzato un grande avanzamento. I comunicatori della mia generazione non si sono dimenticati della responsabilità che ha avuto il mercurio nel Colpo di Stato contro il Governo di Ponochet del 1973, non abbiamo dimenticato la responabilità che avuto la stampa in Nicaragua contro la Rivoluzione Sandinista. Alla luce di quell’esperienza nasceva la consapevolezza tra i comunicatori latinoamericani della relazione tra la stampa e l’oligarchia, tra la riforma democratica ed il progresso. Pero tutti questi elementi sono avanzati enormemente dopo il Colpo di Stato mediatico, (primo colpo di stato mediatico della storia), contro il Presidente Chávez l’11 aprile del 2012. In quella occasione un gruppo di mezzi di comuinicazione oligarchici si unì per organizzare mentendo nelle tv, dimostrando con false immagini elementi ed argomenti per mobilizzare eserciti, ed avanzare nell’azione e sconfiggere il Presidente. In quel Colpo di Stato ci fu una congiunzione tra i mezzi di comunicazione, una parte dell’esercito e l’oligarchia imprenditoriale che armò questo golpe. A partir da lì si sono organizzati, e ci sono molti studi su questa questione, altri tentativi di destabilizzazione dell’ordine democratico come qui contro il Presidente Correa due anni fa e poi ancora in Bolivia. C’è oggi una letteratura molto importante su questo argomento della riforma mediatica in atto qui in America Latina come qui in Ecuador, in Venezuela, in Bolvia, in Argentina, in Brasile, in Uruguay, in Paraguay. In ogni paese ci sono riforme delle leggi di comunicazione. Un nostro collega brasiliano Denis Demoraes, ha appena pubblicato un libro fondamentale che fa l’inventario di tutte queste riforme e tutti i dibattiti che si sono avuti attorno a queste riforme ed è un libro molto letto all’estero. Tutto questo sta ispirando molti paesi nel mondo e soprattuto il mondo arabo, oggi in fermento, in Africa e nella stessa Europa dell’Est dove si sta prendendo in considerazione quello che si sta realizzando qua in termini di riforme mediatiche, su una comunicazione più equilibrata tra il privato, il pubblico e il comunitario.

Facebook y Twitter queste nuove forme di comunicazione Fanny Rodas studente di comunicazione sociale ci chiede se sono nuove forme di comunicare o semplici strumenti per fare politica?. Qual è l’importanza della rete sociale nell’organizzazione e nella mobilizzazione sociale attualmente?

Sono nello stesso tempo strumenti per fare politica e forme nuove di comunicazione. Però quello che ho detto nella conferenza, bisogna rendersi conto che siamo in un momento in cui il paesaggio mediatico si sta muovendo tantissimo. Facebook domina la rete sociale in questo momento anche se Twitter sta sviluppandosi recuperando rapidamente molti contatti e probabile tra 5 anni questi strumenti verrano sostuiti da altre reti sociali differenti. Por esempio attualmente c’è una rete che si sta sviluppando molto rapidamente che si chiama Pinterest e un’altra ancora che si chiama Tumber che vedono l’aumento di persone. Facebook può essere sostituito com’è successo tempo fa con Myspace che è stata la prima rete sociale. Myspace però ora a parte i musicisti nessuno più lo sta utilizzando. Quello che è sicuro che è Facebook è una forma nuova di comunicazione anche se è molto più individuale, più narcisista, più personale ma ha anche degli aspetti politici.Facebook è utilizzato ora da 900 milioni di persone, mentre 300 milioni di person hanno un conto Twitter, tra loro alcuni milioni di persone certamente si dedicano ad un aspetto più politico.

Una cosa sicura è che le reti sociali continueranno ad esistere e si svilupperanno sempre più. Si stima che tra 5 anni saranno 200 – 300 milioni in più di persone coinvolte nelle reti sociali e quindi sarà ancora di più un fenomeno universale come il telefono portatile. Oggi più della metà della popolazione mondiale ha un telefono portatile e domani questi telefoni saranno intelligenti. È un fenomeno irreversibile come quando s’inventò la stampa, tutto il mondo ha voluto imparare a leggere e scrivere. Andiamo verso una società nella quale questi strumenti ci obbligheranno ad esprimerci, a trasmettere e a condividere. Questa realtà dobbiamo prenderla in considerazione, perché è la realtà del nuovo cittadino. Un cittadino che partecipa di più e di conseguenza s’interressa della cosa pubblica, contribuisce alla cittadinanza, al paese e a creare Repubblica.

Advertisements

Informazioni su QUITO LATINO

Notizie dall'Ecuador e dall'America Latina
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...