El viejo y su gaita negra

L’ultimo viejo gaitero che vive sull’Isola del Rosario (Colombia)

  

 

Sixto Silgado l'ultimo gaiero dell'Isola del Rosario (Colombia)

“Quando iniziai a suonare la gaita negra avevo appena 12 anni….” cosi ha inizio l’incontro con Sixto in un caldissimo pomeriggio di fine dicembre.

Sixto, oggi sessantanovenne membro attivo del Consiglio Comunitario Afrocolombiano delle isole del Rosario è nato a Flamenco de Maria la Baja nella regione di Bolivar (Colombia) storicamente la zona che ha consegnato grandi musicisti di gaita. Una regione nella quale, oltretutto, la componente meticcia e quella nera (presente prevalentemente sulla costa) hanno prodotto grandi gaiteros e tamboreros la cui influenza e tradizione segue tutt’oggi. Los gaiteros de San Jacinto Silvestre Julio, Merardo Padilla e los Gaiteros de Punta Brava sono solo alcuni dei più conosciuti.

Sixto Silgado Paido, oggi vive sull’isola del Rosario una delle 27 isole dell’arcipelago caraibico colombiano di fronte alla splendida città di Cartagena, sede di un prestigioso Festival Internazionale del Cinema.

Quando lo abbiamo incontrato era seduto sotto ad un albero secolare presente in questo paradiso terrestre incontaminato del Mar dei Caraibi. Il silenzio veniva interrotto di tanto in tanto dagli scatti di una macchina fotografica della mia amica Alessandra che mi ha accompagnato in questo storico incontro.

Paido vi giunge solo nel 1962 quando vi erano pochissimi nativi e l’attività principale era quella della pesca e della coltivazione del cocco. Quest’ultima cancellata con l’arrivo dei gringos che con l’avvento del turismo hanno espropriato (senza rimborsi) gran parte delle terre agli abitanti. Oggi sull’isola vivono circa 600 persone, alla pesca si è aggiunta l’attività artigianale e quella della costruzione di abitazioni in legno. Sixto ci racconta che la sua capanna dove da rifugio alla sua amata compagna di vita l’ha fabbricata e costruita lui con le sue mani.

 

La sua cinquantennale attività di gaitero l’ha portato in giro per la Colombia ma anche per altri paesi internazionali; “ho suonato a Medellin, a Bogotà, a Calì, a Cartagena, a Barua e sono stato sull’isola di Fidel Castro (a Cuba) dove sono stato ospite delle istituzioni per tre mesi. Lì ho visto un popolo unito che ha praticamente tutto ma nonostante ciò non abbandonerei mai la mia isola. A maggio poi andrò a suonare a Parigi in compagnia di una cara amica francese che vive a Bogotà”.

La sua musica si ascolta con buoni consensi in tutta la Colombia, a Cuba, a Portorico ed in Brasile.

Sixto Silgado Paido è un validissimo esponente di un genere musicale che racconta la storia e le vicissitudini di un popolo che ha subito una deportazione di massa nel secolo XVI. Di un popolo che dalle sponde dell’Africa approdava nella città di Cartagena e smistato poi per l’intero continente sudamericano.

Con la sua gaita e il suo tambor, Paido, interpreta generi musicali differenti come il merengue vallenato, la salsa, il son e il porro. Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione: dal nonno, al padre mentre oggi ci pensa lui a tramandarlo al figlio ultimo erede di una tradizione antica e prestigiosa. Prima di salutarlo gli chiedo come vive oggi sull’isola e con un tenero sorriso pieno di calore mi risponde; della passione per la musica gaitera e di ciò che la terra gli regala ogni giorno, poi silenziosamente si alza e mi saluta regalandomi una papaia.

 

 

Foto di Alessandra Del Carmine

di Davide Matrone

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