Intervista a Gallo Velepuche Presidente Nazionale dell’Associazione dei padri di famiglia con studenti ecuadoriani laureatisi a Cuba.

STUDIARE A CUBA.

Gallo Velepuche Presidente Nazionale dell’Associazione dei padri di famiglia con studenti laureatisi a Cuba.


Quando e come nasce L’Associazione dei Padri di famiglia per gli studenti ecuadoriani che studiano a Cuba?

L’Associazione nasce per solidarizzare con la fraterna Repubblica di Cuba. Ad un certo punto ci accorgemmo della necessità di dar vita ad un’associazione organizzata e strutturata. Tempo fa decidemmo di creare un direttivo anche nella nostra Provincia del Pichincha e cosi abbiamo iniziato.  Questo progetto nasce soprattutto per dare la possibilità, a chi non ha risorse economiche, di poter studiare gratuitamente a Cuba, che riconosce questo diritto. Oggi i nostri figli studiando lì. Abbiamo annualmente una media di 3500 studenti ecuadoriani che se ne vanno nell’isola caraibica, un numero che è destinato a crescere grazie anche all’aumento delle borse di studio che l’attuale Governo ha aumentato negli ultimi due anni.

L’Associazione è presente in tutto il paese?

Gli studenti che ora sono lì appartengono a tutte le province del nostro Paese ed in ogni provincia c’è una sede dell’associazione. In questo momento ci sono circa 1000 studenti della provincia del Pichincha. Da quest’ultima partono più studenti all’anno. A seguire la provincia di Manabì – Esmeraldas che al momento contano 300 studenti, poi la città di Loja nel sud dell’Ecuador con 200 studenti. Ogni città del Paese comunque invia ogni anno una quota significante di nostri giovani studenti e professionisti.

Ogni quanto i vincitori di borse di studio partono per Cuba?

Praticamente ogni anno. Se ne vanno 100 – 120 studenti ogni settimana di cui la metà partono per studiare medicina. La maggior parte, ossia l’85% dei giovani ecuadoriani studiano la carriera di medicina, mentre il restante 15% nelle differenti specializzazioni. Come ho già detto stanno aumentando le borse di studio e quindi aumentano le opportunità. La settimana scorsa son partiti 32 studenti di differenti carriere.

Quando terminano gli studi a Cuba e ritornano in Ecuador cosa succede?

Beh, non appena tornati da Cuba incominciano a lavorare servendo il nostro Paese però, attenzione, con la mentalità cubana. Ritornano con un pensiero umanista alto e profondo. Non ritornano con una mentalità lucrativa ma solidale, cioè con lo scopo di aiutare professionalmente ed umanamente i nostri pazienti. Ti racconto cosa è successo ad un figlio di un nostro compagno dell’Associazione.

Il Dott. Lenicho Pusale che si è laureato a Cuba, appunto, con il massimo dei voti ricevendo anche un premio dal Presidente Venezuelano Hugo Chávez. Il compagno una volta giunto in Ecuador fu chiamato a lavorare all’Ospedale Metropolitano (Clinica privata ndr). Ebbe un incontro col Direttore dell’Ospedale che gli affidò immediatamente un incarico di tutto rispetto. Il Dott. Lenicho Pusale disse che avrebbe accettato l’incarico se l’Ospedale non avesse chiesto soldi a persone con poche risorse economiche. Ovviamente non potette lavorare in suddetta struttura ospedaliera perché all’ospedale non conveniva. Quindi ha deciso di ritornare a Cuba e lavorare lì nella sua specialità.

Come giudichi la qualità dell’istruzione a Cuba?

È eccellente. È la migliore del mondo ed è una conquista sociale da difendere ed è inoltre un obbligo difendere quanto conquistato dal Governo Cubano grazie al Comandante Fidel. Ma attenzione non è solo una conquista per il popolo cubano ma bensì una conquista mondiale. Un esempio di solidarietà e d’amore per i popoli.

L’Associazione praticamente come realizza la solidarietà per Cuba?

Siamo attenti e vigili a tutto quello che succede a Cuba e cosi ci muoviamo di conseguenza.

Noi c’incontrammo durante una campagna di raccolta fondi in occasione dell’ultimo uragano avvenuto a Cuba. Eri in Piazza dell’ Indipendenza a raccogliere fondi. Com’è andata la campagna?

Beh, quando arrivò a Cuba l’ultimo uragano eravamo disperati. Cosi noi padri di famiglia ci riunimmo e ci domandammo :”che facciamo?”. Pensammo ad una campagna di fondi da inviare successivamente al Governo Cubano. Ci riunimmo con il Coordinamento diretto dal compagno Fidel Chiriboga con l’ausilio del compagno Hipolito Jaramillo. Quest’ultimo è un compagno dinamico, rivoluzionario che si assunse la responsabilità di portare avanti questa campagna. Cosi prese via la campagna che fu battezzata “dolar solidario”.

Quanto avete raccolto?

Beh, giorno dopo giorno e settimana dopo settimana abbiamo raccolto 26,700 mila dollari

È stato un successo…

Si un vero successo. Ma il successo più grande è stato quello di aver elevato la coscienza delle persone che ci domandavano “cosa è successo a Cuba?”. Questo è stato un atto favoloso. A questo tragico avvenimento hanno solidarizzato gente di tutto il mondo e grazie a questa campagna che noi due ci siamo conosciuti.

Qual è  la pratica che eseguono gli studenti ecuadoriani per andare a Cuba?

Il Coordinamento annuncia le borse di studio messe a disposizione dal Governo Cubano. I padri di famiglia cosi fanno richiesta poi tocca agli studenti presentarsi all’esame. L’esame è molto esigente. E poi se va bene si parte. Noi come Associazione avvisiamo e pubblichiamo quando ci sonole borse di studio a disposizione.

Gli studenti che partecipano a questa selezione appartengono a famiglie umili?

Si assolutamente. Noi ci rivolgiamo a quelle famiglie che non hanno grandi risorse economiche.

In questo mese di settembre ricorre l’anniversario dell’arresto dei 5 cubani. L’Associazione partecipa alle iniziative previste dal Coordinamento Nazionale di Solidarietà per Cuba?

Si partecipiamo come appartenenti al Coordinamento Nazionale Ecuadoriano di Solidarietà per Cuba ed anche come membri del Comitato di Difesa dei 5. Si organizza a livello nazionale un evento grandioso nel quale andremo a chiedere al Governo Usa la scarcerazione dei 5 che non fecero niente di male se non quello di difendere il territorio Usa da attentati terroristici commessi dallo stesso Governo Usa. Questo è l’unico delitto commesso.

Cuba da 50 anni resiste all’imperialismo ed oggi è un esempio per molti paesi latinoamericani. Molti Paesi si rendono conto che lo sforzo di Cuba non è stato invano. Cosa succede qui in Ecuador?

Il compagno Presidente Rafael Correa ha stretto un forte legame d’amicizia con la Repubblica di Cuba. Ha rafforzato ancor di più i rapporti tra i due paesi. Nell’ultimo viaggio fatto lì, il popolo ha salutato calorosamente il nostro Presidente. Noi speriamo che si applichi la politica di Cuba in Ecuador. Dobbiamo ringraziare il nostro Presidente Compagno Rafael Correa. Pensa che per la prima volta, grazie ad un accordo preso, i nostri studenti possono ritornare in Ecuador senza pagare nulla. C’erano, prima, studenti ecuadoriani che non ritornavano a casa da anni perché non avevano i soldi. In questo primo viaggio realizzato qualche giorno fa son ritornati 86 medici e 14 altri professionisti. Questi 86 medici erano incorporati nel Progetto “Manuela Espejo” (sorella di Eugenio Espejo ndr). Il Presidente Correa ha firmato un accordo quinquennale nel quale si consente annualmente a tutti gli studenti e professionisti ecuadoriani, che studiano e lavorano li, di ritornare a spese dello Stato e con frequenza annuale.

Qualche settimana fa Il Presidente Rafael Correa ha annunciato la costrizione di migliaia di CDR in tutto il Paese, in difesa della Revoluciòn Ciudadana. Cosa ne pensi?

Sono d’accordo per almeno due motivi. Il primo è che consente alla maggior parte del popolo di partecipare al processo rivoluzionario in atto nel Paese. Si responsabilizzano soprattutto le fasce di popolazione più umili della società che dovranno d’ora in avanti difendere attivamente ogni quartiere. Il secondo motivo è che questa nuova situazione ci consentirà, sicuramente, di entrare in contatto con centinaia e centinaia di persone con le quali condividere questa straordinaria esperienza. Ci confronteremo, discuteremo ed ovviamente avremo la possibilità di far conoscere la realtà cubana in maniera più profonda e perché no, parleremo anche dell’importanza che hanno avuto i CDR (comitati di difesa della rivoluzione) a Cuba.


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