Intervista alla leader indigena BLANCA CHANCOSA

INTERVISTA A BLANCA CHANCOSA


Leader storica del movimento indigeno ecuadoriano. Coofondatrice del Movimento Contadino Indigeno dell’Ecuador, oggi componente della CONAIE.

Quali aspetti del Sumak Kawsay sono oggi inclusi nella Costituzione dell’Ecuador?

L’attuale Costituzione dell’Ecuador include moltissimi aspetti del Sumak Kawsay ma purtoppo restano lettera morta.
Durante l’elaborazione della Carta Costituzionale di Montecristi (nel 2007), l’organizzazione CONAIE (Confederacion Nacionalidades Indigenas del Ecuador) elaborò e propose una carta costituzionale alternitava. Fu l’unica organizzazione del panorama indigeno a farlo in quanto gli altri si limitarono a fare delle proposte di modifica. In quell’occasione molte proposte avanzate dal CONAIE furono accettate.
Un altro elemento riconosciuto nella Magna Carta è stata la PLURINAZIONALITÀ che rappresenta un aspetto fondamentale per noi popoli indigeni dell’Ecuador in quanto nel nostro Paese ci sono 14 nazionalità.
Però questo stesso riconoscimento, non presente nella Costituzione del ’98, non viene applicato dall’attuale Presidente Correa e pertanto questo è un fattore d’attrito. Correa nelle occasioni pubbliche ed ufficiali si presenta come Presidente dell’Ecuador e non delle 14 nazionalità presenti. Questo per esempio non succede in Bolivia dove il Presidente Morales e i ministri si presentano come i rappresentanti di uno Staro Plurinazionale ed Interculturale.
L’interculturalità, a mio avviso, viene interpretato come tolleranza delle culture differenti del paese mentre la Plurinazionalità viene associato all’esercizio del diritto che è un processo ed un riconoscimento di carattere politico che manca ancora.
Ancora, un altro diritto riconosciuto, grazie alla nostra spinta, è stato quello dell’autoderminazione dei popoli dell’Ecuador.
Vedi questi diritti e doveri oggi sanciti nella Costituzione hanno una storia lunga più di 20 anni. Una storia segnata dal sacrificio e dalla lotta.

Quali sono le contraddizioni tra l’attuale Governo e il Sumak Kawsay?

L’applicazione. Ci hanno concesso molte cose però in cambio di altre. Per esempio è concessa la creazione di radio comunitarie, locali e nazionali ed è ovviamente positivo ma in cambio non possiamo parlare male del Governo altrimenti si rischia la censura e la chiusura della radio.
La contraddizione esiste anche nelle politiche estrattive e minerarie nel senso che si concede l’estrazione senza l’applicazione delle leggi costituzionali che difendono il territorio e le risorse naturali del Paese.
Una cosa molta grave invece è la criminalizzazione del Movimento Indigeno e questo sta passando negli ultimi tempi. Il Presidente ci sta criminalizzando e dividendo. Le nostre manifestazioni sono represse nonostante ci siano proposte sociali e politiche di miglioramento della situazione attuale.
Qualche tempo fa è stato ucciso un leader indigeno della Provincia dell’Imbabura ed il Governo invece d’investigare seriamente ha cominciato ad incolparci. Anch’io sono stata incolpata ed ho rischiato 5 anni di carcere.
È contradditorio, secondo me, lo stesso Correa quando si richiama al Socialismo del XXI secolo e poi dichiara in un’intervista di appartenere alla Social Democrazia. di stampo europeo. Il Sumak Kawsay trova fertilità e giusta applicazione in un sistema socialista, in un sistema comunitario e non in un sistema liberale nel quale stiamo vivendo.

Che fare?

Beh, intanto ti dico che bisogna continuare a lottare. Penso che non dobbiamo limitarci semplicemente alla difensiva e all’ offensiva ma anche elaborare la proposta. Dobbiamo, inoltre, combattere l’arrivismo all’interno del movimento indigeno. Sono contraria alla scelta di un leader che debba rappresentarci; questo serve a dividerci e ad allontanarci.
Noi non abbiamo bisogno di un’autorità nel senso tradizionale del termine ma di un’autorità popolare – comunitaria. Bisogna realizzare delle assemblee comunitarie che rappresentino en todo l’AUTORITÀ che ci consenta di POTER POTERE e non di NON POTER POTERE.

Mi puoi spiegare meglio?

Se io divento assembleista di minoranza (parlamentare) che rappresenta una parte del movimento e poi propone delle leggi all’interno dell’Assemblea Nazionale e che poi restano lettera morta non POSSO POTER valere la mia AUTORITÀ. Invece all’interno della comunità le mie proposte POSSO POTER avere la mia/nostra AUTORITÀ .

Come continua il tuo contributo all’interno del Movimento Indigeno?

Il mio contributo è rivolto soprattutto alle donne. Dobbiamo cominciare a rafforzarci, entrare nella formazione. Stiamo continuando a riunirci nelle assemblee, ma senza lasciare il confronto con gli altri. Creare una rete per essere uniti, perché uniti si vince.

di Davide Matrone

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