Intervista a Mariana Andrade, direttrice del cinema “8 y medio” di Quito

Intervista a Mariana Andrade, direttrice del cinema “8 y medio” di Quito

Davide Matrone e Mariana Andrade

1)         Quando è nato e qual è stato dal principio il progetto culturale di questo cinema?

Il primo progetto si è conseguito 13 – 14 anni fa. In quel periodo lavoravo strettamente con Camilo Luzuriaga uno degli organizzatori più riconosciuti dell’Ecuador. Allora nacque la necessità di avere uno spazio che avesse una proposta cinematografica differente. Una programmazione che non rispondesse alle solite logiche commerciali ma che avesse un’ impronta diversa e poi avevamo la necessità di diffondere il cinema ecuadoriano. Eravamo sostanzialmente aperti e curiosi ad una progetto culturale di un cinema di qualità. Quest’ultimo elemento continua ancora oggi.

2)         Una curiosità, perché si chiama 8 Y medio, cioè il titolo di un film italiano del famoso Fellini?

Tu stesso hai risposto! Non fu facile trovare un titolo inizialmente. Nella maggior parte dei casi si va per titoli classici come “Cinematografo”, non so nomi molto comuni ed utilizzati. Però quando iniziammo  a conversare di qual era il regista che più di tutti  impersonava lo stile del nostro cinema si pensava a Federico Fellini. E poi lo stesso film “8 e mezzo” è un film emblematico che ha  una proposta cosi ricca, espressiva, pazza, di uno spirito e di un mondo impressionante che Fellini ha trattato splendidamente in questo film. Si pensava, inoltre, ad un nome che fosse facile da ricordare. Sai, molta gente per esempio qui a Quito non sa che il titolo si relaziona ad un film del famoso regista italiano, tu lo sai perché sei un cinofilo; pero in generale qui l’8 y medio lo relazionano ad un bar, ad una caffetteria a qualcosa del genere. Ovviamente anche questa relazione è positiva in quanto risulta facile da ricordare anche se nel corso del tempo ormai il binomio Fellini 8 y medio è di uso comune.

3)         In questo cinema si proiettano film Europei, Latinoamericani, Statunitensi, Asiatici: c’è una varietà incredibile ed interessante. Qual è la proposta cinematografica dell’8 y medio in generale?

Questa è una buona domanda. Dunque lavoriamo molto per la nostra programmazione che spesso si concettualizza in modo tale che sia abbastanza speciale. La prima cosa che programmiamo sono  i film in debutto, questa è un aspetto che a noi piace ed interessa molto. Lo scegliamo ovviamente per il nostro pubblico. Ci interessano molto ad esempio i film che rappresentano la storia del cinema classico poi le tendenze nuove del cinema contemporaneo che sono però poco conosciute. Quindi questa ricerca che ti dico è legata molto al cinema contemporaneo. Siamo orientati verso un cinema classico, provocatorio,  indipendente e di cinearte è questo il tipo di cinema che proiettiamo nelle nostre sale. Poi una grande attenzione è rivolta anche ai festival più importanti a livello locale. Queste occasioni rappresentano una buona occasione per farsi conoscere sia per coloro che li organizzano che  per noi che li ospitiamo sempre ben volentieri.  Quindi come vedi a  partire da qui si generano mese per  mese una quantità di proposte che come dici tu rappresentano un’offerta differente per la gente che viene al cinema che è un pubblico, tra l’altro, che dipende giorno dopo giorno dal programma.

4.      Com’è il pubblico dell’8 y medio?

C’è molto pubblico come te, fedele, fedele e questa fedeltà si è mantenuta nel corso degli anni. E’ un pubblico che non cresce molto, è una crescita che mi piacerebbe vivere perché la maggior parte va in altre sale. A me piacerebbe vedere solo il 10% del pubblico che va nei cinema commerciali che fa enormi file fuori ai cinema per entrare a vedere un film.  Come mi piacerebbe tutto questo e qui purtroppo non c’è. Qui pero c’è un pubblico molto fedele come ti ho già detto ed ora si vede, inoltre, una varietà di pubblico che è differente rispetto al passato. Una platea di persone che frequenta anche il bar.
Sostanzialmente, prima era un gruppo d’amici che apparteneva al mondo del cinema, tutti ci conoscevamo e l’ambiente era molto selezionato, ora invece vedo un pubblico nuovo è questo mi sembra buono. Questa cosa mi piace viverla perché come direttrice dell’8 y medio posso dire che stiamo crescendo.

5)         Qui si realizzano, come hai menzionato prima, molti Festival di film e documentari come “Cero Latitud”, il “Festival Eurocine” del passato mese di giugno, sono proposte molto interessanti. Vedo che durante questi Festival la gente segue con partecipazione, curiosità gli incontri con i registi. Il prossimo Festival in programma?

Quello che sta per venire ora è uno dei più voluti da noi lo dico perché nutro molto affetto verso questa entità che si chiama “Quito Cine Montagna” e si terrà in settembre. Questo Festival che è nato qui nell’8 y medio in una dimensione piccola ora ha un’altra dimensione. Ha avuto anche molto pubblico però è cosi strano perché non termina mai di crescere e a me piace questo Festival per la fedeltà del pubblico, degli organizzatori, di quello che propongono.
Successivamente abbiamo il “Festival del Cine Gay” che quest’anno è giunto alla settima edizione e si terrà nel periodo di novembre e questo è un altro Festival classico realizzato e ben voluto qui nell’8 y medio. Durante l’anno corrono, come tu stesso dici una serie di Festival. Nel mese d’ottobre ci sarà “Cero Latitud”(Festival di documentari latinoamericani ndr) Questo Festival  quest’anno avrà un cambio di direzione e di programmazione e spero che possa migliorare sostanzialmente rispetto agli anni trascorsi e stiamo ad aspettare che questo avvennga. Tutti gli anni e tutti i mesi ci sono proposte nuove come vedi.

6)         Ed ora nello stesso mese di settembre ci sarà la V Mostra del Cinema Catalano. Dal 6 settembre.

Abbiamo sempre realizzato questa mostra di cinema catalano e abbiamo organizzato una convocazione per i catalani che vivono qui a Quito. Il cinema catalano è contundente è qualcosa che ed è un piacere tenerlo qua e speriamo che come ogni anno sia ancora più grande quest’ anno sarà accompagnato anche da  un mostra.
Nello stesso mese di settembre ci sarà una mostra che mi piace molto ed è la mostra del Cile per il bicentenario dello stesso Paese. Verranno proiettati una serie di documentari che ricorrono la storia del Cile. L’8 y medio è un contenitore con differenti possibilità con differenti proposte per un differente pubblico.
Siamo piccoli si ma chi dice che le minoranze siano negative e non è detto che le cose grandi siano sempre dalla parte del giusto. Io lavoro per un pubblico rispettabile che  mantiene questa realtà.

7)         Un’altra cosa interessante di questo cinema è rappresentata dalla rivista che nel passato dicembre 2009 ha pubblicato il numero 100. Il pubblico s’informa delle attività dell’8 y medio attraverso la rivista mensile….

Vedo che ci segue da vicino. Si la storia della rivista è molto appassionante. Volevamo avere un mezzo di diffusione proprio perché generalmente non esiste una politica culturale ed editoriale ed un mezzo di comunicazione sulla cultura. Noi invece abbiamo una forma di comunicazione propria un foglio di 4 pagine e questa è stata la proposta iniziale che è andata crescendo.
Andiamo per la pubblicazione del numero 109 e non ci siamo mai fermati. La proposta del giornale segue parallela alla sala perché il giornale pubblica articoli di opinione, di riflessione, di critica rispetto al palinsesto in corso. C’è stata gente che si è formata con questo giornale, c’è gente che ha formato una costruttiva critica cinematografica nell’ufficio del giornale e questo è un altro modo di stare vicino all’8 y medio e questo è un buon aspetto. E’ un progetto che raggiunge chiunque e come ho detto corre parallelo alla sala, informa circa la programmazione. E’ un progetto certamente in crescita.  Siamo arrivati al numero 109 e come ho già detto non ci siamo mai interrotti, è un piccolo giornale come ti sei potuto rendere conto perché non abbiamo auspicanti ma prosegue con determinazione.

8)         Parliamo del cinema ecuadoriano.

Il nostro cinema è stato sempre compromesso con quello ecuadoriano. Ne abbiamo visto lo sviluppo, le proposte che man mano si realizzavano. Non voglio essere esageratamente entusiasta e dire che è un successo assoluto ne tanto meno dire che stiamo a zero come qualche decennio fa, non credo in questo. Credo invece che il cinema abbia intrapreso un cammino interessante. Abbiamo prodotto film che prossimamente verranno proiettati.  Pensa che si sono prodotti ben 5 film per il prossimo 2011 e questo rappresenta un caso unico per il cinema ecuadoriano. Ora va a debuttare in ottobre un film lungamente atteso del regista guayaquilegno. Un film grande, talentuoso, compromesso del regista Fernando….
Attualmente c’è un buon movimento e senza essere trionfalistici ma piuttosto molto reali bisogna ammettere siamo in un processo di crescita e di consolidazione e fino a che questa si affermi dovranno passare ancora molti anni fino a che si consideri un Paese che abbia un’ industria propria di cinema. Credo che anche l’8 y medio abbia provocato ed abbia partecipato a questo processo.
L’anno scorso abbiamo fatto una ricerca attraverso il festival “Ecuador bajo tierra” nel quale si proiettano film che si producono e si realizzano da gente che non ha formazione accademica ma che appartengono alla storia audiovisuale ecuadoriana. L’8 y medio ha dato la possibilità di fare ricerche anche su questo attraverso questo Festival che è stato accompagnato anche  da un libro ed ora c’è proprio un documentario che sta per esordire che tratta questo di questo processo.
Questo che ti dico racconta che noi siamo stati parte dell’azienda cinematografica nazionale, locale e tutto questo mi piace.

9)         Inizialmente hai menzionato Camilo Luzuriaga, regista ecuadoriano del film “Entre Marx y una mujer denuda”, si possono menzionare altri film come “Que tan lejos” di Tania Hermida, “Ratas, ratones y rateros” di Sebestian Cordero o documentari come quello “Cuba el valor de una utopia” di Yanara Guayasamin. Film che sono stati premiati all’estero. Diciamo che il cinema ecuadoriano comincia ad uscire dal Paese e a farsi conoscere nel mondo…

Prendiamo ad esempio il film “Que tan lejos” della regista Tania Hermida è senz’altro un fenomeno molto importante da menzionare perché è un film che è stato distribuito nei paesi europei che mai avevano visto un film ecuadoriano.. Il caso di “Que tan lejos” è stato rappresentativo in quanto l’Ecuador si è fatto conoscere in Spagna, in Francia, in Olanda, pero mancano ancora alcune cose al nostro cinema per farlo conoscerlo di più. Prendiamo un altro caso come quello di Sebastian Corsero, un altro regista ecuadoriano molto buono per tutti noi che ha lavorato in collaborazione con Radia per esempio, autore del film“Ratas, ratones y rateros” che ha riscontrato un enorme successo qui nel Paese e all’estero. Come ho già detto,  abbiamo intrapreso un buon cammino e siamo curiosi di vedere dove arriviamo.

10)       Oggi leggendo la pagina culturale del Telegrafo venivano menzionati alcuni film latinoamericani che debutteranno al 67° Festival del Cinema di Venezia come il documentario Ecuadoriano – Britannico “Infaticabili”….

Molto bene. Tutto questo è il risultato come vedi di un processo dell’ultimo decennio. Una serie di cose che hanno contribuito senz’altro sono: 1) l’approvazione della Legge del Cinema, ora però siamo in conflitto con la discussione e la riforma di tale legge; 2) la creazione attraverso la stessa legge del Consiglio Nazionale del Cinema Ecuadoriano;  3) la creazione della nascita della Società dei documentaristi. Questi sono fattori che hanno certamente contribuito a migliorare il cinema ecuadoriano rispetto ai decenni passati. Ogni fattore ha contribuito a suo modo però dobbiamo ancora migliorare. In questo periodo stiamo avanzando delle richieste precise  sulla nuova legge di cultura perché se dovesse essere approvata la nuova legge di cultura cosi come viene proposta per la maggioranza nell’attuale Congresso si ritornerebbe indietro. E quindi noi dell’8 y medio stiamo prendendo la decisone di ritornare ad un’ indipendenza assoluta  cioè di continuare con o senza loro.

11)       Questo movimento di cineasta e di tutti gli addetti ai lavori che hanno realizzato per la prima volta a Manta lo scorso dicembre 2007, il primo Congresso dell’Industria Cinematografica e Audiovisiva Ecuadoriana. Cosa ne pensi?

Si è realizzato il Primo Congresso del Cinema Ecuadoriano per la prima volta lo scorso dicembre 2007. Ci siamo riuniti tutti insieme: produttori, attori, documentaristi, addetti ai lavori e lavoratori. Questo evento si potè realizzare grazie all’intervento del Consiglio Nazionale del Cinema. In quell’occasione ci siamo confrontati costruttivamente. Ci siamo contati ed abbiamo cominciato a discutere di cosa avevamo fatto nel passato e di ciò che avevamo intenzione di fare nel futuro. Già allora si parlò della realtà del cinema e del pericolo che aveva la derogatoria della legge del cinema. Purtroppo non ci sono state voci che ci hanno ascoltato.

12.     Se volessi dare un colore al cinema quale sceglieresti?
Al cinema ecuadoriano o al cinema in generale?

13)       Ad entrambi?

Il cinema ecuadoriano lo vedo con un colore giallo ancora in fase di cambiamento. Gli darei un tono che può ancora cambiare.

14)       E   al cinema in generale?

Il  cinema in generale lo vedo bianco, un bianco totale. Un bianco che ti permette di entrare a mondi sconosciuti tutto il tempo, che ti dia spazio alla fantasia, al trasporto che ti porta

15.      E quale musica sceglieresti invece?

Quella del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone. Al momento non so quale sia quella che mi piace di più. Certamente non posso immaginare un cinema senza colonna sonora. Forse ho amato il cinema anche grazie alla fusione con la musica. Non ne ho tante, diciamo che quelle che più mi piacciono sono quelle classiche.

16)       Cosa pensi del cinema italiano?

Credo che il cinema italiano mi provoca tutto il tempo emozioni. ‘E un modo che non mi permette di descrivere a parole le sensazioni corporali che sento. Sono stata in Italia recentemente ed ho visto il film “Il Gattopardo” di una copia restaurata nella Piazza Grande di Bologna in uno scenario spettacolare, in una notte d’estate, fantastica. Un film proiettato  in una piazza bellissima, visto da duemila persone sedute a terra, di notte, in un silenzio assoluto che guardavano questo splendido film di Luichino Visconti. Tutto questo ti dice perché questo Paese ti provoca ed emerge nel mondo attraverso una magia.  Ti provoca un rispetto ed un ammirazione enorme.

17)       Nello scorso mese d’agosto qui nell’8 y medio c’è stata una settimana di cinema italiano con film di Visconti, Ferreri e Bertolucci, grazie alla collaborazione della Dante Alighieri di Quito. Segue questa collaborazione e come?

Si assolutamente. Pensa che siamo nati nello stesso anno. Mi piacerebbe che la relazione sia più solida e stretta e voglio collaborare con questo istituto. Il prossimo anno festeggiamo insieme i nostri 10 anni d’attività e per l’occasione mi farebbe piacere ospitare una mostra che si chiama “Tutto Fellini”. Una mostra che ha già girato tutti i paesi dell’America Latina meno che in Ecuador e quindi voglio provare a far venire questa mostra con l’appoggio della Dante Alighieri. Vorrei festeggiare i dieci anni dell’8 y medio e vorrei  farlo con un regista come Fellini, con una mostra sua e con una Società di amici italiani che sono qui in Ecuador. Questo è un progetto di collaborazione tra il cinema ecuadoriano ed il cinema italiano.

18.       Bene. Grazie è sempre un piacere venire a vedere i film qui all’8 y medio.

Molte grazie a te e spero che tu ti moltiplichi in mille per dare una vita più facile a questo cinema.

Davide Matrone

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